Settimana Sociale, si è chiusa la cinquantesima edizione a Trieste

a cura di Alessandro Greco (delegato per l’arcidiocesi di Taranto)

È stata un’edizione nel segno della partecipazione, la cinquantesima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, che si è appena conclusa a Trieste. Partecipazione di cui non si è solo parlato, ma che si è sperimentata con una modalità innovativa sin dall’organizzazione dell’evento.

Meno relazioni in plenaria rispetto alla precedente Settimana Sociale di Taranto, più spazio ai laboratori tematici, nei quali si è sperimentato un metodo di discernimento complesso basato sulla scrittura. Per rifuggire dal tradizionale “cerchio” da gruppo di catechesi che tutti ben conosciamo, in cui si corre sempre il rischio di non approdare mai ad una conclusione, si è adottato un metodo, con l’ausilio del digitale, basato sulla condivisione e rilettura di proposte scritte elaborate da ciascun membro del gruppo, selezionate attraverso una sorta di setaccio in più passaggi sino a individuarne un numero ristretto sul quale elaborare indirizzi concreti.

Questo metodo, che all’inizio ha incontrato non poche resistenze a causa dell’obbligo di sintesi che rischia senz’altro di impoverire il dibattito, ha però via via acquisito sempre più consensi nei tre giorni di laboratori, in quanto si è riconosciuto che esso ha garantito voce a tutti e soprattutto ha lasciato una traccia tangibile degli esiti delle discussioni.

Proprio da questi esiti ripartirà il comitato scientifico e organizzatore per redigere il documento finale, che sarà pubblicato a settembre.

Se dunque ci si dovesse chiedere quale sia il frutto della Settimana Sociale di Trieste, la risposta sarebbe questa: non un contenuto (eppure ce ne sono stati molti), non una proposta concreta (sebbene ne siano state formulate a decine), ma un metodo di discernimento comunitario che per la comunità civile è stimolo di partecipazione democratica, ma per quella ecclesiale è processo sinodale in ascolto della voce dello Spirito.

Al via la Settimana Sociale dei Cattolici in Italia

a cura di Alessandro Greco, delegato per l’Arcidiocesi di Taranto

Sta partendo a Trieste la cinquantesima Settimana Sociale, che da questa edizione perde il tradizionale nome di Settimana Sociale dei Cattolici Italiani per sostituirlo con quello di Settimana Sociale dei Cattolici in Italia.

L’edizione, che fa seguito a quella di Taranto che si focalizzò su temi ambientali, avrà al centro un argomento quanto mai attuale: quello della partecipazione democratica. La scelta di focalizzarsi su questo aspetto della vita sociale riflette un clima quanto mai complesso per le democrazie. I dati dell’affluenza alle ultime elezioni europee e amministrative (mai così bassi nella Storia della Repubblica) hanno infatti rimarcato una volta di più come non sia possibile pensare che la democrazia regga senza un’ampia, consapevole e convinta partecipazione di tutti i cittadini.

In questo, i cattolici e in special modo i laici cattolici, secondo il carisma loro proprio (come più volte ricordato, fra gli altri, da San Paolo VI), non possono restare a guardare ma devono, anzi, essere “lievito che fa fermentare la massa”.

Per sviscerare i molti aspetti di questo complesso tema, gli oltre mille delegati provenienti da quasi tutte le diocesi italiane oltre ai lavori in plenaria avranno occasione di dibattere in numerosi tavoli tematici: dall’istruzione alle nuove tecnologie, dal mondo del lavoro alla comunicazione passando per l’ambiente, i gruppi di lavoro saranno occasione di confronto, scambio di esperienze ed elaborazione di proposte.

Nell’organizzazione di questa edizione si è avuta cura di dedicare ampio spazio anche a momenti di approfondimento culturale, con spettacoli e tavole rotonde aperti non solo ai delegati, ma anche alla cittadinanza.

A sottolineare l’importanza di questa cinquantesima edizione, la presenza all’inaugurazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quella di Papa Francesco per la Celebrazione Eucaristica conclusiva.

La delegazione dell’Arcidiocesi di Taranto, guidata dall’Arcivescovo mons. Miniero, è composta per questa edizione da Mons. Antonio Panico, don Ezio Succa, Pietro Panzetta, Paola Casella e Alessandro Greco, che vi scrive.

“Cultura ed identità europea: l’integrazione che vogliamo”

a cura di Daniele Panarelli, vice presidente diocesano, settore Adulti


In occasione dell’appuntamento elettorale per le votazioni del Parlamento europeo, si è svolto lo scorso 6 giugno, presso il teatro Tarentum di Taranto, l’incontro/dibattito dal titolo “Cultura ed identità europea: l’integrazione che vogliamo”. Fortemente voluto dall’Azione Cattolica diocesana e dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, il lavoro, la giustizia, la pace e la custodia del creato, l’incontro ha dato l’opportunità ai presenti di approfondire il tema dell’identità europea.

Davanti ad una platea numerosa ed attenta, il dott. Marco Cilento, Responsabile delle politiche istituzionali della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) nonché componente del Board del Movimento Europeo Internazionale, ha raccontato quali opportunità l’Unione Europea offre ai suoi cittadini. Partendo dalla sua personale storia, infatti vive e lavora a Bruxelles ormai da oltre 20 anni, il dott. Cilento ha sapientemente esplicitato i progressi fatti in tutti questi anni come anche raccontato in maniera esaustiva i progetti che sono adesso in cantiere. “Attraverso lo scambio di cultura si crea una identità nuova che si spera possa accomunare i popoli ora e in futuro nel grande obiettivo finale che è la pace” cosi Cilento ha esortato i presenti a prendersi cura di questa istituzione, a partire dall’esercizio del voto. Il dibattito è stato inoltre impreziosito da alcuni interventi fatti dagli organizzatori della serata.

Il primo a cura di Cosimo Spezio, vice presidente del settore giovani di Azione Cattolica nonché responsabile dell’area internazionale di Azione Cattolica il quale ha raccontato la personale esperienza vissuta durante il periodo di Erasmus svolto a Strasburgo e quale contributo questo progetto abbia dato all’integrazione dei popoli europei. A seguire Antonio Santoro, membro del direttivo della scuola di formazione diocesana all’impegno sociale e politico, partendo dalla lettera di raccomandazione in vista delle elezioni a firma della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’UE (COMECE), ha parlato delle questioni sovranazionali non risolvibili dai singoli Stati e delle strategie che l’Unione adotta per affrontarli. Infine Daniele Panarelli, vice presidente
del settore adulti di Azione Cattolica, ha rappresentato i grandi passi fatti negli ultimi decenni dalla UE in materia di pace e cooperazione cercando di seguire i valori fondanti dei padri fondatori. L’incontro è stato moderato da Pietro Panzetta, membro del direttivo della scuola di formazione diocesana all’impegno sociale e politico, il quale ha dibattuto con il relatore principale sulle attuali politiche del lavoro. In questo periodo storico in cui la sensazione di sfiducia nelle istituzioni risulta acclarato, soprattutto dalle ultime statistiche di affluenza alle urne, è stato bello vedere all’interno della sala un buon numero di giovani, alcuni dei quali si stavano preparando per la loro prima esperienza di voto. Un segnale di speranza che ci piace mettere in risalto e che ci da la possibilità di poter continuare a credere che le vie da percorrere non sono esaurite. Da sottolineare anche il bellissimo percorso di preparazione svolto dai membri della presidenza diocesana di AC insieme ai membri della scuola di formazione diocesana all’impegno sociale e politico che, in quest’ultimo mese, in piena sinergia, hanno ideato e sviluppato la serata e che, come detto durante la presentazione dalla Presidente diocesana di Azione Cattolica Letizia Cristiano “questo dà proprio il senso di una chiesa che cammina insieme, che è aperta alla società e che vuole sensibilizzare le coscienze”. Siamo convinti che l’UE abbia ancora molto da offrire ai suoi cittadini e che oggi più che mai debba lavorare per distinguersi quale forza per il bene nel mondo. Di fatto, l’Unione Europea non è perfetta ma è il miglior strumento che abbiamo per costruire un futuro migliore per noi stessi e per le generazioni future.

“TESTIMONI DI TUTTE LE COSE DA LUI COMPIUTE”

a cura di Cosimo Spezio, vice presidente diocesano, settore Giovani

Dal pomeriggio di giovedì 25 aprile alla mattinata di domenica 28 aprile si è svolta presso la Fraterna Domus in Sacrofano (RM) la XVIII Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.
Pur essendo un’associazione laicale con oltre 150 anni di storia, la numerazione delle Assemblee Nazionali viene considerata a partire dall’approvazione del nuovo statuto post-conciliare del 1969.
Accompagnati dall’Assistente Unitario in qualità di uditore, dalla nostra diocesi hanno partecipato in qualità di delegati la presidente (accompagnata dal coniuge come uditore), il vicepresidente per gli adulti, il vicepresidente per i giovani, la responsabile dell’ACR e una rappresentante dell’equipe
diocesana dei ragazzi dell’ACR.


Dopo l’emozionante incontro con il Santo Padre in Piazza San Pietro del 25 aprile “A braccia aperte”, l’associazione tutta si è radunata per soffermarsi a riflettere attraverso la relazione del presidente uscente sul triennio appena concluso e tracciare le linee programmatiche per il triennio
appena cominciato. Scanditi dalle stimolanti riflessioni durante le celebrazioni da parte dei cardinali Parolin, Farrell, Semeraro e Zuppi, i lavori hanno riguardato la discussione ed approvazione del documento assembleare, la cui bozza è stata redatta a partire dalle indicazioni raccolte dai territori nell’ultimo anno. Si tratta di un testo segnato da alcune scelte di fondo indicate in 5 capitoli: persone e comunità, comunione e responsabilità, formazione e scultura, spiritualità e sinodalità, alcune questioni emergenti. Questo testo sarà recepito dal neoeletto Consiglio Nazionale per tracciare i prossimi orientamenti triennali.
La grande novità di questa assemblea è stata l’attiva partecipazione dei ragazzi dell’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi). Anche loro sono stati coinvolti nei lavori sul documento assembleare e hanno proposto i propri emendamenti, esprimendo il proprio punto di vista originale sull’associazione di cui sono sia presente che futuro. “Ci hanno chiesto cosa volessimo migliorare dell’AC”, commenta la piccola Rachele. “Mentre scrivevamo, io mi sentivo “grande” e ascoltata.
Quando ho scoperto che l’Assemblea aveva approvato l’emendamento presentato dal mio gruppo sono stata molto contenta, perché è bellissimo sapere che quello che hanno scritto dei ragazzi è stato apprezzato da giovani e adulti. Per noi fa molto sapere che i nostri pensieri siano ascoltati
nonostante la nostra età e la poca esperienza”. È stato determinante, allora, questo contributo affinché l’associazione sia davvero a misura di tutte le sue componenti (ragazzi, giovani e adulti).


Nel corso dell’evento non sono mancati momenti di gioia vera, come l’annuncio da parte del card. Marcello Semeraro (Prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi) della prossima canonizzazione del beato Pier Giorgio Frassati. Ci sono stati anche momenti di approfondimento, come la serata in
preparazione alla 50° Settimana Sociale dei Cattolici in Italia e la serata organizzata con l’Agenzia Italiana per la Gioventù sulle opportunità riservate ai giovani dall’Unione Europea.
L’Assemblea Nazionale, infine, è stata un’occasione per l’associazione laicale più grande del Paese per (ri)scoprirsi una grande famiglia e, ponendosi sul solco tracciato dal Cammino Sinodale della Chiesa Italiana, mettersi in ascolto delle proprie comunità territoriali. L’Azione Cattolica è ormai pronta a mettersi alle spalle un periodo difficile per provare a “leggere i segni dei tempi” con rinnovato entusiasmo in questo tempo che ci è dato vivere.

A braccia aperte! L’incontro nazionale dell’A.C. con Papa Francesco

Nei giorni precedenti all’evento le notizie che ci arrivavano parlavano di 50.000 presenze.

50.000 tra bambini, giovani ed adulti di Azione Cattolica, tutti in piazza San Pietro per l’incontro con Papa Francesco. Mentre ci incamminavamo ci chiedevamo proprio questo…chissà quanti saremo?!?! Siamo stati tra i primi ad oltrepassare il maestoso colonnato del Bernini per ritrovarci in una piazza fresca, non ancora riscaldata dal sole e dal calore dei soci di AC. Abbiamo visto pian piano la piazza riempirsi intorno a noi e nel giro di un paio d’ore l’annuncio: “Siamo 80.000”, un grido di gioia si è alzato da una folla contraddistinta dai colori associativi, in un luogo che, architettonicamente “abbraccia”, accoglie ed avvolge.

Quella del 25 aprile scorso è stata una giornata ricca di emozioni per i tanti accorsi all’invito del Santo Padre, una data scelta dal Pontefice che è stata anche un modo per festeggiare insieme i tanti cattolici che parteciparono alla lotta partigiana contro il Nazifascismo e per la liberazione dell’Italia.

La giornata è iniziata con un momento di preghiera, presieduto dall’Assistente Ecclesiastico Generale, S.E. Mons. Claudio Giuliodori che ha proposto una riflessione, sottolineando l’importanza dell’incontro con Cristo che aiuta ad andare avanti anche nei tempi drammatici attuali, invitando a essere sempre più testimoni del Risorto in ogni campo della vita.

A seguire tanti i momenti di riflessione e intrattenimento, presentati da Massimiliano Ossini ed Antonella Ventre. Dal sagrato abbiamo ascoltato i “Rulli Frulli” che hanno raccontato la loro vicenda di banda musicale di inclusione, dove ognuno può partecipare suonando strumenti inusuali. Il presidente nazionale di AC, Giuseppe Notarstefano, ha poi commentato il rapporto tra l’associazione e il Papa, soprattutto «l’insegnamento che ci ha dato invitandoci a essere una Chiesa in uscita e sostenendoci nelle nostre innumerevoli sfide che affrontiamo sempre con il sorriso e, appunto, a braccia aperte». Significativo l’intervento di Neri Marcorè che ha cantato un testo e letto delle riflessioni contro la guerra, ricordando la Festa della liberazione.

Qualche minuto dopo sulle note di “Jesus Christ You Are My Life” l’arrivo di Papa Francesco sulla sua papamobile che girando per la piazza ha salutato tutti i presenti.

Dopo un lungo giro, il Papa prende la parola, ci saluta ed accoglie. Un discorso incentrato sulla cultura dell’abbraccio.

Il titolo che avete scelto per il vostro incontro è infatti “A braccia aperte”. L’abbraccio è una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana. La vita dell’uomo si apre con un abbraccio, quello dei genitori, primo gesto di accoglienza, a cui ne seguono tanti altri, che danno senso e valore ai giorni e agli anni, fino all’ultimo, quello del congedo dal cammino terreno. E soprattutto è avvolta dal grande abbraccio di Dio, che ci ama, ci ama per primo e non smette mai di stringerci a sé, specialmente quando ritorniamo dopo esserci perduti, come ci mostra la parabola del Padre misericordioso”.

Proseguendo il Papa ci ha proposto tre tipi di abbraccio, “l’abbraccio che manca, l’abbraccio che salva, l’abbraccio che cambia la vita”.

Quando l’abbraccio manca, “le braccia si irrigidiscono e le mani si serrano minacciose, divenendo non più veicoli di fraternità, ma di rifiuto e contrapposizione, anche violenta, di diffidenza nei confronti degli altri, vicini e lontani, fino a portare al conflitto”. Perciò “all’origine delle guerre ci sono spesso abbracci mancati o rifiutati, a cui seguono pregiudizi, incomprensioni e sospetti, fino a vedere nell’altro un nemico”.

Poi c’è l’abbraccio che salva che “raggiunge il suo culmine nell’Eucaristia e sulla Croce, quando Cristo offre la sua vita per la salvezza del mondo, per il bene di chiunque lo accolga con cuore sincero, perdonando anche ai suoi crocifissori. E tutto questo ci è mostrato perché anche noi impariamo a fare lo stesso. Lasciamoci abbracciare da Lui, come bambini, per poter abbracciare i fratelli e le sorelle con la stessa carità”.

Infine l’abbraccio che cambia la vita. Un abbraccio può cambiare la vita, mostrare strade nuove, strade di speranza. Sono molti i santi nella cui esistenza un abbraccio ha segnato una svolta decisiva, come San Francesco, che lasciò tutto per seguire il Signore dopo aver stretto a sé un lebbroso. E se questo è stato valido per loro, lo è anche per noi. Ad esempio per la vostra vita associativa, che è multiforme e trova il denominatore comune proprio nell’abbraccio della carità, unico contrassegno essenziale dei discepoli di Cristo, regola, forma e fine di ogni mezzo di santificazione e di apostolato. Lasciate che sia essa a plasmare ogni vostro sforzo e servizio, perché possiate vivere fedeli alla vostra vocazione e alla vostra storia”

Infine ci ha esortati ad essere atleti e portabandiera di sinodalità nelle diocesi e parrocchie di appartenenza per una piena attuazione del cammino fino ad oggi compiuto.

Al termine del discorso il Papa ha salutato i presenti sul sagrato e tutti noi con un ultimo giro sulla papamobile.

La mattinata è proseguita con i cantanti Stefano Picchi e Giovanni Caccamo, con le testimonianze di pace di giovani dell’Ucraina e della Terra Santa, con la lettura di testimonianze di soci di Ac che hanno partecipato alla Resistenza e alla nascita della Repubblica e ascoltato le esperienze di cura del Creato da giovani delle Marche e dell’Emilia Romagna, vittime delle alluvioni del 2022 e del 2023.

Non poteva mancare l’inno della giornata “A Braccia Aperte” di Emanuele Fossi che ci ha accompagnato durante la giornata e continuerà a farlo.

Quello del 25 aprile è stato un grande evento, frutto di una grande organizzazione che ha coinvolto tutti i livelli della nostra associazione. Sono stati mesi e giorni impegnativi, per far sì che tutto andasse per il meglio.

Sette i pullman partiti, la sera prima, dalla nostra diocesi, 400 i partecipanti.

Non vivevamo un momento così importante da sette anni, quando festeggiammo i 150 anni dell’Azione Cattolica, in mezzo la pandemia. Avevamo bisogno tutti di ripartire con un grande abbraccio.

Grazie agli AmiCi del gruppo “referenti bus” per il sostegno reciproco, ai responsabili dei gruppi parrocchiali che per primi hanno coinvolto le loro realtà associative.

Grazie ai volontari che sono partiti da Taranto: Adriana, Alessia, Francesca, Guglielmo e Rosa, che si sono resi disponibili affinchè tutto procedesse senza intoppi, affiancandosi a tutti gli altri provenienti da tutta la penisola.

Concludo questo “resoconto” con le parole delle nostre due amiche che si sono messe a servizio di tutti noi.

“Questa era la mia prima esperienza come volontaria al servizio di un evento A.C.; sono stati due giorni belli intensi: dopo averci suddivisi nei vari team e aver spiegato i vari compiti, sveglia alle 3 per iniziare la giornata! È stato bellissimo vedere quante persone arrivassero, gruppi numerosissimi e di qualsiasi età. C’è stata tanta collaborazione tra noi per aiutarci a vicenda nel gestire tutto al meglio, e questo mi ha sostenuta nell’arco della giornata aiutandomi ad essere serena e a godermi ogni momento.
Sicuramente non abbiamo potuto vivere appieno la festa in piazza, ma l’esperienza da volontaria mi ha arricchita in modo differente, cambiare il punto di vista di esperienze che ho sempre vissuto da ‘ospite’ è emozionante, fa riflettere su quanto impegno ci sia dietro ogni cosa”. (Alessia Rodio – San Francesco D’Assisi, Crispiano)

“Essere discepolo significa avere la disposizione permanente di portare agli altri l’amore di Gesù e questo avviene spontaneamente in qualsiasi luogo, nella via, nella piazza, al lavoro, in una strada. Dall’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco (127)
E’ la preghiera con cui i noi volontari abbiamo dato inizio ad una grande avventura.
Eravamo circa 150 accomunati da un unico intento: permettere che ciascuno potesse partecipare all’evento pienamente e in modo gioioso.
Accogliere i gruppi ai parcheggi, gestire i flussi alle banchine delle metro, indirizzarli verso la destinazione con info e consigli.
Essere operativa e attiva dalle 04.00 alle 15.00, è stato fisicamente stanchevole ma totalmente appagante. Anche se non sono riuscita a vedere il Papa! Peccato, eh sì, ma era una probabilità che avevo messo in conto. Ma il Papa mi ha comunque toccato il cuore ed emozionata. In famiglia ci si aiuta, e nella grande famiglia di AC era questo il mio compito. Alla prossima!” (Rosa Marinò – Madonna del Rosario, Statte).

E quindi… Un abbraccio a braccia aperte per raggiungere tutti.
Mariangela Di Geronimo

Eletta la nuova Presidenza di AC

Di seguito la comunicazione, a tutti i soci, dell’Assistente Unitario Don Carmine Agresta

Carissimi,

dopo l’assemblea diocesana tenutasi il 18 febbraio u.s. nella quale è stato eletto il nuovo Consiglio Diocesano della Azione Cattolica, sono stati definiti i nuovi incarichi associativi.

S.E. Mons. Arcivescovo ha riconfermato nella carica di Presidente Diocesano la Dott.ssa CRISTIANO LETIZIA della parrocchia S. Famiglia in Taranto, al suo secondo mandato dopo l’esperienza del primo triennio/quadriennio. A Mons. Miniero il grazie per la sollecitudine con cui ha risposto al desiderio di tutta l’Associazione, segno della cura e dell’attenzione del presule per la vita di una realtà che collabora strettamente con la Gerarchia per il servizio nella Chiesa e la sua missione nel mondo. Come consuetudine è stata presentata all’Arcivescovo dal Consiglio Diocesano una terna di nomi da cui è stata scelta la nuova Presidente.

Il Consiglio Diocesano ha poi provveduto, in data 13 marzo 2024, ad eleggere i Vice presidenti di Settore e il Responsabile dell’ACR nelle persone di DANIELE PANARELLI (Vice Presidente Adulti Uomini) della parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio Jonico, ANGELA MIOLA (Vice Presidente Adulti Donne) della parrocchia S. Maria della Neve di Crispiano, COSIMO SPEZIO (Vice Presidente Giovani Uomini) della parrocchia S. Maria del Monte Carmelo di Martina Franca, PANARELLI SARA (Vice Presidente Giovani Donne) della parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio Jonico, PETROSILLO MARIA ROSARIA (Responsabile ACR) della parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio Jonico.

Ricomincia così il cammino della nostra Associazione nel segno della continuità con la storia che ci ha preceduto ma anche nella consapevolezza di nuove sfide che ci attendono. Il quadriennio che lasciamo alle spalle non è stato un periodo facile. Il Covid 19 ha segnato profondamente la nostra esperienza di uomini e di credenti. Ci ha mostrato l’evidenza della fragilità della condizione umana e anche la nostra fede è stata messa in crisi. Ci siamo sentiti disorientati e, dopo un primo periodo in cui ci siamo compattati intorno ai grandi valori umani e cristiani, ci siamo ritrovati ancor più individualisti di prima.

Ma è stato anche un periodo di grande fecondità sul piano pastorale. Abbiamo provato ad immaginare nuove strategie pastorali, soprattutto durante il lockdown, per raggiungere con fatti e parole di speranza i nostri fratelli in difficoltà. Abbiamo soprattutto capito che la sempre nuova e più grande strategia di evangelizzazione è la cura delle relazioni, in cui ci siamo spesi, in particolare, come Presidenza.

Ora, nel triennio che ci sta davanti, sentiamo che siamo chiamati a rimetterci in gioco, facendo appello alla nostra più autentica vocazione battesimale, in piena adesione al cammino sinodale che la Chiesa ci chiede di vivere in questo periodo storico. Intuiamo che un grande coraggio e una certa audacia sono necessari, sul piano pastorale e della testimonianza di fede, per sfondare il muro di indifferenza che si innalza sempre più intorno a noi. Ci conforta e ci sostiene in questo compito il mandato che il Signore ha affidato alla sua Chiesa: “Andate in tutto il mondo e fate discepoli tutti i popoli…” (Mt 28, 19) e la sete di infinito presente nel cuore di ogni uomo che attende di essere colmata. Sentiamo infine, la fiducia e l’incoraggiamento del nostro nuovo Arcivescovo che ci spinge ad essere “Testimoni di tutte le cose da Lui compiute”.

Nel salutarvi, giungano ai nuovi incaricati diocesani e a tutta l’Associazione, i più sinceri auguri di un proficuo e fecondo lavoro pastorale e, vista l’imminenza delle feste pasquali, di una santa Pasqua di risurrezione.

Taranto, 15 marzo 2024

Don Carmine Agresta

A braccia aperte, incontro nazionale con Papa Francesco

Carissimi AmiCi,

il 25 aprile sembrava una data lontana ed invece manca pochissimo all’incontro nazionale, “A braccia aperte”, con Papa Francesco…

Il 25 ci ritroveremo in piazza S. Pietro! Sarà un bellissimo momento di festa, per tutti: ragazzi, giovani, adulti di Ac e non solo per continuare a costruire la Chiesa che sogniamo!
​Chi ha partecipato a questi momenti sa bene quanto facciano bene e quanto rilancino l’entusiasmo, restando impressi nella mente e nel cuore.

NOTE TECNICHE – ARCIDIOCESI DI TARANTO

Come già comunicato ai vostri responsabili parrocchiali, come centro diocesano abbiamo prenotato un pullman che partirà da Taranto.

Il costo è di 65 euro (67 per i non tesserati di AC), comprende viaggio A/R, il pagamento del checkpoint per l’ingresso a Roma (con scarico e carico partecipanti presso Terminal Gianicolo) e il Kit del partecipante (zainetto, cappellino, PASS, laccetto e bandana).

Per la prenotazione potete contattare Mariangela Di Geronimo al 3286715714.

Comunicazione per i referenti dei pullman parrocchiali e gruppi autonomi

I kit dovranno essere pagati entro e non oltre il 10 marzo a mezzo bonifico bancario all’IBAN IT05K0538715801000043056329 intestato a: Azione Cattolica Italiana Presidenza Diocesana – Causale: pagamento (numero) kit, specificando la parrocchia richiedente.

Ogni parrocchia dovrà provvedere autonomamente al pagamento della quota assicurativa per i non soci (2 euro).

Al seguente indirizzo la procedura per l’assicurazione dei non soci, https://assicuraci.it/non-soci/

Per qualsiasi dubbio o chiarimento contattate Mariangela (3286715714)

Entro il 20 aprile tutti i referenti parrocchiali dovranno provvedere ad inviare l’elenco dei partecipanti alla referente diocesana.

VOLONTARI: Affinché la giornata si svolga nel migliore dei modi, dal CENTRO NAZIONALE chiedono la nostra collaborazione. C’è bisogno di volontari! Le mansioni principali previste saranno:
• l’assistenza e l’accoglienza dei partecipanti nelle aree previste per l’arrivo e la partenza;
• l’accoglienza e l’assistenza in piazza San Pietro
• il servizio ai punti informazione;
• l’assistenza durante le attività ed ogni altra necessità del momento.
I volontari possono essere giovani o adulti, ma non sono ammessi minorenni.
Coloro che si renderanno disponibili, dovranno essere a Roma dal 24 aprile 2024, non oltre le 12:00 per un momento di sopralluogo, formazione e preparazione alle mansioni sopra indicate.
Ai volontari verrà offerto dal Centro nazionale il vitto e l’alloggio per la notte tra il 24 e il 25 aprile, ma dovranno provvedere autonomamente alle spese di viaggio.Scadenza iscrizioni 15 marzo 2024.

«Voi laici di Azione Cattolica potete aiutare la Chiesa tutta e la società a ripensare insieme quale tipo di umanità vogliamo essere, quale terra vogliamo abitare, quale mondo vogliamo costruire. Anche voi siete chiamati a portare un contributo originale alla realizzazione di una nuova “ecologia integrale”: con le vostre competenze, la vostra passione, la vostra responsabilità». Le parole di papa Francesco riscaldano i cuori, generano passioni, stimolano impegni.

Ci vediamo tutti a Roma… 😉

ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DIOCESANO DI AZIONE CATTOLICA

E’ stato eletto, domenica 18 febbraio, il nuovo consiglio diocesano dell’Azione Cattolica per il triennio 2024-2027.

Il neo consiglio eletto risulta così composto, per il Settore Adulti:

Panarelli Daniele con voti 80;

Cristiano Letizia con voti 73;

Iavernaro Vita con voti 47;

Miola Angela con voti 46;

Labalestra Guglielmo con voti 42.

Per il Settore Giovani:

Spezio Cosimo con voti 87;

Panarelli Sara Maria con voti 57;

La Gioia Elio Simone con voti 43;

D’Ambrosio Rosanna con voti 39;

Angelillo Daniela con voti 38.

Per l’articolazione (ACR):

Zani Tecla con voti 71;

Petrosillo Maria Rosaria con voti 43;

Vitale Michele con voti 38;

Del Vento Claudia con voti 27;

Parisi Adriana con voti 13;

L’elezione è stata la parte finale dell’intensa giornata che è iniziata con la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’arcivescovo S.E.R. Mons. Ciro Miniero.

L’arcivescovo durante l’omelia ci ha spronati ad essere dei buoni e credibili testimoni del Vangelo in tutti gli ambienti della nostra vita e ci ha ricordato che l’Azione Cattolica ha un particolare segreto affinchè questo si possa realizzare: “fare associazione, fare comunità voi non vi scegliete all’interno di una parrocchia, in un’associazione, non vi scegliete ognuno risponde poi vi ritrovate, vi ritrovate per poter essere testimoni. Ma testimoni come? Attraverso il vostro vivere insieme, attraverso una ricerca del bene che fate insieme, attraverso lo sforzo di guardare sempre in avanti nella prospettiva che il Signore ci chiede, di costruire il bene perché le generazioni possano sperimentare il bene che è Gesù Cristo e questo amore diventa la forza del vostro vivere come persone che aderiscono ad un progetto. Un progetto di chiesa, un progetto di amore, un progetto di comunità che rende nuovo, attraverso l’impegno e la testimonianza ,il mondo in cui si vive. Il Signore dia a tutti la forza per poter camminare sempre in questa dimensione e non fermarci mai in tutti i momenti della vita nella ricerca del bene per tutti e nella ricerca del costruire il bene attraverso l’impegno di ciascuno”.

Al termine della celebrazione è avvenuta la consegna, ufficiale, delle nomine ai presidenti parrocchiali da parte dell’arcivescovo.

La mattinata è proseguita con gli interventi e saluti dei delegati del consiglio nazionale, Diego Grando e regionale, Mimmo De Palo; con le relazioni finali della presidente diocesana, Letizia Cristiano, dei vicepresidenti del Settore Adulti, Antonella Caputo e Pasquale Massafra, del vicepresidente del Settore Giovani, Guglielmo Labalestra, del segretario MSAC, Simone La Gioia, della Responsabile e vice dell’ACR, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo che hanno, successivamente, presentato all’assemblea la nuova EDR, l’Equipe Diocesana dei Ragazzi.

I ragazzi hanno dato lettura del documento, risultato delle riflessioni avvenute nei consigli parrocchiali dei “piccoli”.

Il lavoro è partito dalla parole di Papa Francesco all’AC: “Voi laici di AC siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria”, i piccoli soci si sono interrogati su come poter essere dei ragazzi missionari e a quale missione sono stati chiamati. Confrontandosi hanno trovato dei punti in comune: “i ragazzi missionari scelgono di testimoniare Gesù in tutti gli ambienti di vita”e i luoghie più urgenti della missione sono risultati le proprie case, la scuola e la palestra, il luogo dove fanno sport.

Terminate le presentazioni e le relazioni si è proseguito con la presentazione dei candidati e l’apertuare dei seggi elettorali.

I lavori assembleari sono proseguiti, nel pomeriggio, sotto la presidenza di Remo Pezzuto, referente provinciale di Libera Taranto e la segretaria dell’assemblea, Gabrella Iavernaro, con la discussione degli emendamenti, proposti dalle parrocchie, al documento assembleare. Il documento finale, approvato, diventa la linea guida programmatica per il triennio appena iniziato.

Alla chiusura dei seggi, la commissione elettorale con i membri dei seggi, iniziato con lo spoglio e il conteggio dei voti. Nel tardo promeriggio i risultati con la proclamazione degli eletti.

Grazie a chi ha lavorato in questi anni per rendere sempre più bella l’AC e auguri di buon cammino al nuovo consiglio diocesano.

Mariangela Di Geronimo

“Armida Barelli: donna, custode di generatività e apostola”

A cura dei Giovanissimi/Giovani di AC parrocchia S.PIO X

Nella giornata del 22 aprile 2023 Papa Francesco ha ricevuto in Udienza, in Piazza San Pietro, l’Azione Cattolica Italiana, l’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in ringraziamento per la beatificazione di Armida Barelli, avvenuta a Milano lo scorso 30 aprile 2022.

Armida Barelli è stata un’educatrice italiana, cofondatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dirigente dell’Azione Cattolica Italiana, cofondatrice delle Missionarie della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo e cofondatrice dell’Opera della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo. Quest’ultima ebbe anche un’attenzione speciale per l’evangelizzazione, in particolare in Cina, dove sostenne la nascita di un istituto religioso femminile oggi diffuso e vitale, le Missionarie Francescane del Sacro Cuore di Gesù.

La “sorella maggiore”, così si faceva chiamare, con la sua opera ha contribuito in maniera decisiva alla promozione delle giovani donne cristiane nella prima metà del Novecento, al processo di integrazione tra Nord e Sud, estendendo la sua azione anche in campo internazionale. Un lavoro che ha saputo coniugare fiducia in Dio e concreta efficienza organizzativa, fedeltà alla Chiesa e ai suoi pastori, frutto della consapevolezza del contributo delle donne laiche nella Chiesa e della determinata convinzione circa la funzione decisiva dell’associazionismo organizzato, strutturato sul piano nazionale e articolato a livello locale.

A tal proposito, durante l’udienza il Papa nel suo discorso ha messo in evidenza alcuni tratti importanti della sua figura: “La donna è custode privilegiato della generatività che si può realizzare grazie al dialogo di reciprocità con l’uomo. La Barelli è stata tessitrice di grandi opere e lo ha fatto realizzando una trama formidabile di relazioni, girando in lungo e in largo l’Italia e tenendo contatti con tutti. […] Anche rispetto al tema della leadership femminile in ambito ecclesiale e sociale – di cui la Barelli può essere considerata formidabile anticipatrice – abbiamo bisogno di un modello integrato, che unisca la competenza e la prestazione, spesso associate al ruolo maschile, con la cura dei legami, l’ascolto, la capacità di mediare, di mettere in rete e di far crescere le relazioni, a lungo ritenute appannaggio del genere femminile e spesso sottovalutate nel loro valore produttivo. […], il secondo tratto della Beata è essere apostola. […]  Essere apostole e apostoli vuol dire essere laiche e laici con passione, appassionati del Vangelo e della vita, prendendosi cura della vita buona di tutti e costruendo percorsi di fraternità per dare anima a una società più giusta, più inclusiva, più solidale. Ed è importante fare tutto questo insieme, nella bellezza di un’esperienza associativa che, da un lato, allena a saper ascoltare e dialogare con tutti e, dall’altro, esprime quel “noi più grande” che educa alla vita ecclesiale, vita di popolo che cammina insieme.”

La diocesi di Taranto, e noi giovani dell’Azione Cattolica, abbiamo risposto a questo invito, unendoci al ringraziamento e alla grande assemblea presente in Piazza San Pietro al cospetto del Papa.

 L’incontro con il Papa è stata un’esperienza emozionante, indimenticabile e significativa per il nostro percorso di fede e per la nostra vita. Abbiamo fatto nostro il messaggio del Papa rivolto alle nuove generazioni, sull’importanza dell’esempio di Armida per noi giovani e sull’importanza di onorare la memoria di coloro che hanno fatto la storia. Inoltre, il Papa ha parlato del valore dell’educazione e della formazione di noi ragazzi affinché possiamo divenire noi, per primi, leader di esempio come la beata Armida Barelli, sui valori di umanità, giustizia e solidarietà.

(Chiara Brunetti, Michela e Luciana Saliva, Arianna Falcone, Laura Manfra – ACGiovanissimi e Daniela Angelillo – ACGiovani)

ESERCIZI SPIRITUALI CASA SAN PAOLO

A cura di Antonella Caputo – Vicepresidente Adulti

Il Settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana ha organizzato e portato a termine un appuntamento più volte rimandato a causa della pandemia, che ci ha privati per troppo tempo della gioia di un incontro spirituale condiviso.
Dal 3 al 5 marzo Casa San Paolo a Martina Franca ha ospitato gli Esercizi Spirituali, accogliendo una trentina tra associati e simpatizzanti della nostra Associazione, desiderosi di vivere un’esperienza rigenerante e arricchente per la nostra vita di Fede.

Nel nostro percorso siamo stati guidati e assistiti da don Giuseppe D’Alessandro.
Sulle orme del Vangelo di Marco i partecipanti sono entrati in profondità nella ricchezza di brani già noti, ma che acquistano una nuova luce quando c’è chi ci aiuta a penetrare e comprendere sfumature preziose, elementi di cui il Vangelo è pieno.

La meditazione, la preghiera personale che segue, creando una situazione da “ deserto”, ha fatto sì che il tempo acquistasse un ritmo più dilatato in contrasto con quello che la vita quotidiana ci impone, allontanando, per questi tre giorni, gli impegni e i pensieri che cadenzano il nostro vivere.
Rigenererarsi, appunto, e riscoprire l’essenziale, quello che a volte sfugge perché sempre di corsa o con la mente altrove.
Riscoprirsi, anche se solo per pochi giorni, e, come ha sottolineato don Giuseppe, riuscire a fissare un concetto, una frase o solo una parola di questa lectio, qualcosa da portare nel bagaglio personale, che ci faccia crescere come persone di Fede nel mondo.
Il silenzio è stato il filo conduttore di questi Esercizi, cosa non facile in un mondo basato sulla comunicazione, ma ci si accorge di quanto sia importante, a volte, fermarsi a riflettere su se stessi, sul proprio mondo interiore, sull’io che viene in contatto con la presenza salvifica di Dio Padre e di quanto questa paternità sia decisiva nel nostro mondo.
Ci si deve fermare per riprendere il cammino, fortificando la nostra spiritualità.

Gli Esercizi Spirituali sono un insegnamento, una guida, una forza che forse in noi era addormentata e con l’aiuto di una guida spirituale abbiamo avuto il dono della gioia nella Fede.
Grazie a chi è intervenuto, donando il proprio tempo, le proprie riflessioni, condivisioni ed esperienze, raccontandosi con la propria testimonianza, con la presenza, la preghiera.
Il Vangelo di Marco ha fatto compagnia ai nostri pensieri, finalmente sgombri dalla frenesia delle nostre vite, riempiendo il nostro cassetto non più di scontati oggetti o taccuini di ricordi ma di contenuti lieti e solidi, fatti di conoscenza più approfondita di Cristo.
E grazie di cuore a don Giuseppe D’Alessandro che ci ha presi per mano presentandoci quel Cristo sempre vicino a noi, concreto, amorevole, Maestro e Luce, a cui affidare la nostra vita senza paura e che è presente sia nella città rumorosa che nell’ascolto del silenzio che, ogni tanto, è bene provare.