“RISERVA IN FIERA” Festa degli Incontri diocesana dell’ACR

a cura di Maria Rosaria Petrosillo, responsabile diocesana ACR

Sabato 1° giugno si è svolta la Festa degli Incontri diocesana presso il santuario rupestre della Madonna delle Grazie di San Marzano in San Giuseppe, nella quale oltre ad essere presenti i bambini e i ragazzi dell’Azione Cattolica dei Ragazzi con i loro educatori, hanno partecipato anche i loro genitori.
La festa, dal titolo “Riserva in fiera”, ha voluto evidenziare quanto sia importante prendersi cura dell’ambiente che ci circonda, attraverso giochi e laboratori in cui i bambini e i ragazzi si sonoci mentati. Tutti i partecipanti hanno sperimentato la bellezza di abitare in un mondo in cui loro non
sono semplici osservatori, ma promotori e testimoni nell’assumersi la responsabilità di proteggere la grande “casa comune” la nostra amata terra.
La “Festa degli Incontri” è la conclusione di un percorso fatto durante il mese degli incontri in cui i bambini e i ragazzi, all’interno dei loro gruppi di appartenenza nelle varie parrocchie, hanno potuto riflettere e adoperarsi per far sì che si possano attuare cambiamenti dei propri stili di vita per il
raggiungimento del bene comune.
Questa è una delle tappe dell’iniziativa annuale che prende in considerazione la dimensione caritativo/missionaria «che aiuta a tradurre nella vita del ragazzo degli obiettivi specifici per essere “lievito” nel mondo, con una grande apertura al territorio, nella collaborazione con altre associazioni,
enti, istituzioni in esso operanti» (guida per l’educatore).
I bambini e i ragazzi hanno avuto la possibilità di poter partecipare a due laboratori, in particolare, con “Natà laboratorio riuso creativo solidale” che attraverso il riciclo di stoffe e di altri materiali ridona nuova vita creando così oggetti che possono essere rimessi nuovamente in circolazione per
evitare la “cultura dello scarto” prodotta dal consumismo frenetico; come ci dice Papa Francesco nella sua enciclica sulla cura della casa comune “Laudato si” e coltivare, in tal senso, un’ecologia culturale.
L’altro laboratorio ha visto la partecipazione di “BioApicoltura Ohana” che ha sensibilizzato i presenti a adottare pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente che vedono protagonista le api, le quali sono fondamentali per l’ecosistema del nostro pianeta e senza di loro non potremmo avere, ad
esempio, alcuni frutti e verdure.
Ringraziamo queste due associazioni per la passione e la dedizione che trapela dal loro operato sempre volto alla salvaguardia dell’ambiente.

Inoltre, i bambini e i ragazzi attraverso dei giochi, hanno potuto constatare l’importanza dell’impegno a fare la raccolta differenziata dividendo la carta dalla plastica, e a diventare delle apette che in maniera divertente impollinano un fiore.

Non è mancata la preghiera iniziale tenuta dal nostro assistente don Luciano Matichecchia nella quale i presenti hanno ricevuto il mandato missionario con una speciale benedizione.
Dopo il momento di preghiera abbiamo avuto l’onore di avere con noi la dott.ssa Marisa Margherita esperta del luogo, la quale ha raccontato la storia della chiesa e fatto conoscere la lingua arbereshe ossia l’albanese antico, parlato ancora dalle persone anziane di San Marzano.
Ovviamente la festa è stata colorita dall’inno e da altre canzoni che hanno coinvolto piccoli e grandi in balli divertenti e gioiosi.
Una menzione particolare anche al Sindaco di San Marzano Francesco Leo, che è venuto a trovarci, e a tutta la sua giunta che ringraziamo per la loro totale disponibilità e per l’attenzione verso l’associazione tutta.

Un ringraziamento particolare va a tutta l’equipe diocesana e a tutti gli educatori che hanno permesso la buona riuscita della festa, sempre attenti ai bisogni dei più piccoli di cui si prendono costantemente cura.
Ci piace concludere con alcune frasi di Papa Francesco prese dall’enciclica “Laudato si” quando parla di San Francesco d’Assisi e dice: «…San Francesco ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: “difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore” (Sap 13,5)».

La Pace in Testa – Festa della Pace diocesana 2024

a cura dell’Equipe diocesana dell’ACR

La Pace in Testa”, il titolo scelto per il Mese della Pace di quest’anno, secondo lo stile che contraddistingue questa proposta, non costituisce solo uno slogan che accompagna i nostri percorsi per un tratto di strada. Esso esprime da un lato il desiderio profondo e dall’altro un deciso impegno che ragazzi, giovani e adulti di AC prendono nel proprio percorso di laici impegnati dentro le comunità che abitano.

Mettere la pace in testa significa ribadire il primato della pace. Siamo chiamati a mettere la pace al primo posto, in cima a tutto.

Come ha ricordato il Card. Zuppi, aprendo i lavori della 78° Assemblea Generale Straordinaria della CEI lo scorso novembre, la pace ha il primato nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. Non è solo l’urgenza del momento ad imporci tale primato, ma la natura stessa della Chiesa. Siamo il popolo a cui Gesù affida la pace (“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo” Gv, 14,27).

Per questo avere la pace in testa significa pensare incessantemente ad essa, pregare senza sosta, offrire per essa il nostro digiuno e la nostra penitenza, insomma spendersi per essa con dedizione totale.

Animati da questo desiderio, nell’ultimo week end (27 e 28) di gennaio abbiamo vissuto due intense giornate dove la parola PACE ha risuonato forte.

Sabato sera, a Martina Franca, giovani, adulti ma anche tante famiglie con bambini hanno partecipato ad una fiaccolata silenziosa che è terminata con un momento di preghiera, presieduto dall’Assistente del Settore Adulti, Don Giovanni Agrusta e dall’Assitente Unitario Don Carmine Agresta presso la Basilica Minore di San Martino.

E’ stata scelta la Basilica in quanto, dal 2000, è Monumento Messaggero di una Cultura di Pace dell’UNESCO.

Ringraziamo le associazioni parrocchiali della vicaria di Martina Franca che si sono rese da subito disponibili ad accogliere questo momento diocesano nella propria cittadina, al sindaco Gianfranco Palmisano che ha marciato e pregato con noi e alle tante associazioni presenti in basilica con le bandiere della pace.

Dopo la fiaccolata e preghiera silenziosa di sabato sera ci siamo ritrovati domenica mattina in 600 tra ragazzi , giovani e adulti che, marciando, tra le strade della città ancora addormentata, hanno raggiunto il Parco Archeologico delle Mura Greche.

In piazza Fellini ( adiacente il parco ) i ragazzi hanno discusso sui diritti fondamentali dei bambini aiutati dall’Unicef comitato provinciale di Taranto e dalle associazioni di volontariato Autisticamente, La Casa di Sofia , Ohana e Natà Laboratorio di riuso creativo.

Non è mancato il gioco, i gemellaggi, i canti e la gioia. Soprattutto non è mancata la preghiera e la richiesta incessante di pace tra i popoli e lo stop di tutte le guerre.

Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovanissimi. Circa 40 i giovanissimi provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, che hanno avuto modo di confrontarsi e riflettere insieme su quelle situazioni in cui, l’esercizio del diritto ad esprimere la propria opinione, non genera situazioni di pace ma, al contrario, puó addirittura finire col porre in essere comportamenti costitutivi di reato.
Partendo da alcuni fatti di cronaca del quotidiano e da post estratti dai social network, i ragazzi, suddivisi in gruppi, si sono confrontati sui temi del bullismo, Cyberbullismo, shitstorm e body shaming.
Hanno condiviso le loro opinioni sui temi indicati e, con grande coraggio, hanno raccontato le esperienze vissute direttamente sulla propria pelle e indirettamente, attraverso amici e/o conoscenti.
Il momento è stato anche arricchito dal prezioso contributo offerto dal vice presidente della sezione Unicef di Taranto, Bruno Fasano, che ha partecipato attivamente ai lavori di gruppo ed ha poi presentato i progetti che l’Unicef da anni porta avanti proprio su questi temi.
L’esperienza, seppur breve per via dei tempi organizzativi, ha mostrato come la generazione Z della nostra Ac diocesana, non perda occasione per mettersi in gioco dinanzi alle sfide del quotidiano.

Don Luciano Matichecchia, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo (Assistente diocesano, Responsabile e Vice Responsabile ACR diocesani ) ringraziano di cuore la comunità di S. Teresa, Mons. Paolo Oliva , l’AC parrocchiale e il gruppo Scout Taranto 4 per la meravigliosa accoglienza e il fondamentale supporto, l’AC parrocchiale della Concattedrale per la disponibiltà degli ambienti, ringraziano inoltre la Presidenza Diocesana , il Comune di Taranto, Kyma Ambiente per la pulizia straordinaria della piazza, il comando della polizia locale, la Protezione Civile e la Croce Rossa perché tutto si è svolto in totale sicurezza.

L’Equipe diocesana dell’ACR

#POV – Tutto è Meraviglia! Festa del Ciao diocesana

A cura dei Ragazzi dell’ACR

Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica diocesana: #POV (Point Of View), dal punto di vista dei ragazzi.

Il 29 ottobre per noi ragazzi e bambini dell’ACR è stato un momento divertente, abbiamo vissuto la Festa del Ciao presso il Seminario a Paolo VI.

All’evento hanno partecipato molte parrocchie della diocesi di Taranto.

Ci sono state molte attività e momenti indimenticabili.

E’ stato con noi il Vescovo, Mons. Ciro Miniero, che ha donato un ricordo a tutte le parrocchie presenti: una casetta con dei semi da piantare.

Quest’anno il tema è la natura e il rispetto dell’ambiente, lo slogan è : “Questa è casa tua”.

Durante la festa abbiamo fatto giochi e balli. L’attività principale per noi più grandi è stata quella di portare una foto che rappresentava una bellezza del proprio paese e spiegarla. Dovevamo dire come possiamo prenderci cura del nostro territorio. Ogni foto è stata attaccata ad un grande cartellone.

Questo momento è stato molto importante per noi ragazzi perchè ci ha permesso di conoscere altri giovani che come noi appartengono all’ACR di altre parrocchie.

Gaia Diana, Gaia Fiore e Francesco Fischetti

Parrocchia Sacro Cuore – Statte

Tocca a Te! – Incontro formativo per educatori e responsabili associativi

a cura di Rosella Tegas, consigliera diocesana

Si è svolto in data 30 settembre il primo degli incontri organizzato dall’equipe diocesana Acr, che ha sancito l’inizio del nuovo anno associativo.

Protagonisti questa volta però non sono stati i più piccoli, ma i loro educatori e responsabili, chiamati a vivere un breve pomeriggio di meditazione e riflessione personale, nella splendida cornice di San Michele in Triglie, perla naturale nascosta tra i comuni di Statte e Crispiano.

Questa è casa Tua! Eccolo il tema dell’anno della sequela, che ci spinge a cercare la radice del nostro essere cristiani, riscoprendo l’incontro con Gesù che cambia la vita, anche attraverso il confronto con le persone.

Irrompente è la domanda di fondo “Tocca a me?” che chiama educatori e ragazzi a mettersi in gioco, ad assumersi responsabilità, ad essere promotori di accoglienza, a raccontare quel che sembra importante condividere, a riscoprirsi fragili, a lasciarsi toccare il cuore da Dio.

Proprio a partire da questa domanda, accompagnati dalla lettura del brano del Vangelo dei discepoli di Emmaus e dalla riflessione fatta dall’assistente Don Luciano Matichecchia, più di ottanta tra responsabili, educatori e collaboratori Acr provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, hanno accolto l’invito loro rivolto da tutta l’equipe diocesana.

Il percorso di meditazione proposto è stato articolato in tre step: la cura di sé, la cura degli altri, la cura del creato, quest’ultimo inteso in senso più ampio, ovvero anche come insieme di luoghi abitati nel quotidiano.

E così, nel paesaggio di impareggiabile bellezza della gravina di Triglie, partendo dalla cappella dedicata a S. Michele e passeggiando tra le pozzelle dell’Acquedotto romano del Triglio e la cripta di San Giuliano, i partecipanti all’evento, hanno scavato in profondità nella propria fede, facendo memoria del giorno del loro primo incontro con Cristo, per potersi interrogare su quanto la propria vita quotidiana sia ancora aderente a Lui, e quanto il servizio prestato sia autentico e ricco di gesti concreti di cura e di attenzione verso gli altri e verso i luoghi da loro abitati.

Qualcuno ha scelto di vivere un momento di riflessione individuale, altri hanno optato per il confronto a coppia, altri ancora per la condivisione di gruppo.

Durante la riflessione, agli educatori è stato anche richiesto di aver cura della riserva naturale e del luogo di ospitalità, e così ciascuno, armato di guanti e sacchi, ha provveduto a raccogliere i rifiuti incontrati durante il cammino.

Al termine del momento di riflessione, a ciascuna parrocchia è stato chiesto di identificare e condividere un attuale bisogno delle loro realtà, e di assumersi un impegno concreto nei confronti dei luoghi abitati e dei ragazzi loro affidati.

Bisogni ed impegni sono stati raccolti su dei cartelloni, divenendo così elementi preziosi da cui partire nella definizione degli obiettivi e risultati del nuovo anno associativo che ci vede tutti impegnati nell’importante tappa del rinnovo dei consigli parrocchiali e diocesano. Di seguito i bisogni emersi:

– incontri di formazione “brevi”

– Testimonianze forti che rendano viva la Parola di Dio.

– incontri specifici per parlare di adesione ai ragazzi e ai bambini

– incontri spirituali x educatori

– feste diocesane che tocchino i territori più lontani dalla città.

– una proposta per presentare il cammino dell’acr alle famiglie 

– un aiuto per organizzare i gruppi.

– maggiore vicinanza fisica.

– più incontri all’aperto.

– più presenza dell’assistente.

– maggior dialogo tra assistenti Ac e parroci.

– più dialogo tra parrocchie vicine.

– più attenzione ai vari territori parrocchiali (vicarie).

E la carta degli impegni che ne è venuta fuori:

– ci impegniamo a portare il nostro entusiasmo in parrocchia

– ci impegniamo ad una maggiore partecipazione agli appuntamenti diocesani

– ci impegniamo a realizzare incontri x educatori in parrocchia che siano formativi e di confronto, non solo organizzativi.

– ci impegniamo ad “essere faro” con i nostri percorsi formativi

– ci impegniamo all’inclusione (che nessuno sia escluso nelle nostre proposte).

– ci impegniamo all’ascolto fraterno

– ci impegniamo ad essere ponte tra la parrocchia e la diocesi e viceversa.

– ci impegniamo ad essere ospitali

Ed allora non resta che dire “Tocca a noi” cimentarci in questa nuova avventura, fatta di difficoltà e necessità, ma anche di bellezze che costituiscono dono per tutti, a misura di ciascuno!

Buon inizio di anno associativo!

SCENDIAMO IN CAMPO! – La festa degli Incontri diocesana dell’ACR

a cura di Mariangela Di Geronimo (vice responsabile diocesano ACR)

diocesano

Non una parrocchia ma un campo e la palestra di una scuola sono stati il luogo d’incontro dei giovani atleti che, sabato 29 aprile, a Crispiano, sono scesi in campo, proprio come i protagonisti della storia dell’iniziativa annuale di quest’anno, per un momento di festa, gioco, preghiera ma soprattutto un momento d’incontro e confronto.

“Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane”. (1 Cor 10, 15-17)

E’ iniziata con questi scritti di San Paolo la Festa degli Incontri diocesana, attraverso un momento di preghiera curato dall’Assistente ACR Don Luciano Matichecchia.

Dalle parole siamo poi passati alle immagini vive. Partendo dai chicchi delle spighe di grano, simbolo di unione, con un po’ di sacrificio, diventate successivamente, essi sono diventati farina, che, aiutati dall’acqua, si sono amalgamati e diventati un unico pane, che tutti abbiamo “gustato”.

Proprio come gli ingredienti, i ragazzi si sono dapprima separati per poi ricongiungersi ed incontrarsi con gli amici di altre parrocchie, per condividere una gustosa merenda e per giocare sfidandosi in staffette.

Abbiamo colto l’occasione della festa per consegnare ufficialmente, con due grossi assegni simbolici, le offerte raccolte durante il mese della pace, A ricevergli i rappresentati delle due associazioni capofile dei progetti, “La casa di Sofia” e “Mister Sorriso”, che hanno ringraziato i presenti per l’impegno messoci.

Prima dei saluti e della preghiera finale, ci hanno raggiunti con il loro allenatore cinque giovanissimi campioni locali di nuoto, ex accierrini. Loro ci hanno offerto una bella e sincera testimonianza di amicizia, sport, impegno e sacrificio. Tante le domande, soprattutto dai più piccoli, alle quali hanno risposto con entusiasmo.

Al termine dell’evento, come ogni competizione che si rispetti, tutti i partecipanti sono stati insigniti di una medaglia.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno affiancato e si sono adoperati per la riuscita della festa: i gruppi di Azione Cattolica delle tre parrocchie di Crispiano, San Francesco d’Assisi, Santa Maria Goretti e Santa Maria della Neve, la direzione scolastica della scuola Giovanni XXIII, l’amministrazione ed i tecnici comunali, la protezione civile.

In particolare un ringraziamento ai Giovanissimi, con i loro animatori, che si sono occupati del momento di animazione e divertimento per i loro coetanei, nonché a tutti gli educatori ed “accompagnatori” che continuano a credere nell’AC e nel cammino di formazione.

Grazie a Maria Rosaria Petrosillo e Daniele Panarelli per la parte tecnica e perchè sono sempre disponibili a darci una mano. Infine un grazie enorme ai ragazzi che ogni volta, con gioia ed entusiasmo, accettano l’invito di giovani ed adulti a partecipare alle diverse iniziative proposte e soprattutto perchè senza di loro tutto questo non esisterebbe.

Infine vi riportiamo un messaggio arrivatoci a fine giornata dalle amiche de “La Casa di Sofia” :<< Grazie ancora…tutti dovrebbero sapere quello che fate..in un mondo così difficile, tutti voi educatori ci insegnate che il bene c’è e insieme si diventa una squadra che ha come unico obiettivo la felicità dell’ALTRO..>>

Ci vediamo prestissimo l’equipe ACR non va in vacanza, avrete presto notizie per un’iniziativa che si terrà a giugno e ci prepareremo per vivere l’incontro nazionale dell’ACR con Papa Francesco a Roma ad ottobre!!!!

Allenati alla Pace – Festa della Pace diocesana 2023

E’ stato un week end intenso quello appena trascorso.

Dopo due anni è tornata, nella sua interezza e in presenza la Festa della Pace. Nel 2021, in pieno covid abbiamo vissuto questo momento soltanto online mentre lo scorso anno con una Celebrazione Eucaristica ristretta a pochi partecipanti.

Quest’anno abbiamo voluto doppiare le iniziative, per sopperire alla mancanza, sempre con lo stesso spirito che ci contraddistingue e sottineando l’itinerario missionario del cammino ACR.

Sabato 28 gennaio ci siamo incontrati sui campetti della parrocchia San Massimiliano Kolbe e Santa Maria del Galeso al quartiere Paolo VI per il primo “Torneo della Pace” (un torneo di calcetto a 5). Il torneo aperto ai ragazzi (12-14) e giovanissimi (15-17), ha visto la partecipazione di 8 squadre formate da ragazzi dell’ACR, ANSPI e AGESCI dalle parrocchie di Santa Maria Goretti di Crispiano, San Girolamo Emiliani di Statte, Sant’Antonio, San Massimiliano Kolbe, Santa Famiglia e Fatima di Taranto, e la squadra “Insuperabili” dell’associazione “La Casa di Sofia”.

Un lungo freddo sabato pomeriggio non ha abbattuto i ragazzi che hanno giocato fino all’ultimo minuto. Sportività e solidarietà ed emozione le parole che sono risuonate tra i partecipanti. Un vero torneo di calcio inclusivo.

Una serata indimenticabile per ognuno di noi.

Le squadre che hanno partecipato al primo Torneo della Pace

Dopo il freddo del sabato, una bella giornata di sole si è aperta davanti a noi domenica mattina.

Raduno nel piazzale davanti alla parrocchia Santa Famiglia, a Taranto, qui il parroco Don Alessandro Solari e l’Ac parrocchiale ci hanno accolti con tanto amore.

Di lì è partita la marcia della Pace, tanti gli striscioni con slogan sulla pace portati da centinaia di bambini, ragazzi, giovani, giovanissimi ed adulti colorati e gioiosi che marciando e cantando hanno animato le strade della città.

Video marcia

Al Palafiom, i gruppi dei giovani atleti, dopo essersi gemellati e scambiati i gagliardetti rappresentativi della parrocchia, si sono cimentati in giochi e ascoltato delle testimonianze di personaggi famosi, Carlo Acutis, Piergiorgio Frassati, Gino Bartali, Chiara Luce Badano e Baden Powel, ci hanno fatto capire che essere parte della Chiesa è come essere parte di una squadra sportiva: ognuno ha il proprio ruolo, ognuno ha le proprie capacità e solo mettendolo a servizio degli altri possiamo vincere le sfide di ogni giorno.

Una volta entrati nel Palafiom ci siamo resi conto che eravamo tanti e che tanti amici dell’AC ci hanno raggiunto per la celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Luciano Matichecchia, assistente diocesano per l’ACR e concelebrata da Don Carmine Agresta, assistente unitario, in oltre 700 abbiamo ringraziato il Signore per averci fatto sperimentare la gioia di essere fratelli.

Abbiamo trascorso una giornata a misura di tutti ma soprattutto a misura di ragazzo.

Un ringraziamento particolare a tutta la Presidenza diocesana per il sostegno e al gruppo scout Taranto 17 che , per la prima volta ha vissuto la festa con noi. Alle associazioni “Vogatori Città di Taranto”, “Arcieri dei due mari”, “Enjoy your Dive” per averci presentato l’associazione e fatto allenare con loro. A Decathlon Taranto per aver messo a disposizione, gratuitamente, il materiale necessario per le attività.

La festa è terminata ma i progetti di carità che abbiamo deciso di portare avanti, come centro diocesano, non sono ancora terminati. Attraverso una raccolta fondi, nelle parrocchie dove è presente l’Ac, stiamo sostenendo due progetti di due associazioni del territorio: “Mister Sorriso” e “La casa di Sofia”.

La prima per l’acquisto della Joelette, una carrozzella con una ruota unica che permetterà di percorrere sentieri, anche impervi, a persone con ridotta mobilità; la seconda per sostenere la scuola calcio inclusiva degli “Insuperabili”, dedicata a bambine e bambini, ragazze e ragazzi con disabilità che si propone di utilizzare lo sport come strumento per lo sviluppo dell’autonomia e della creatività, per un miglioramento dell’inclusione sociale e per abbattere qualsiasi barriera, soprattutto quella della paura.

Inoltre attraverso l’acquisto dei palloni, donati alle parrocchie presenti alla festa, abbiamo sostenuto il progetto dell’AC nazionale: CSI per il mondo – Volontariato sportivo internazionale. Il progetto darà l’oppurtunità a giovani di società sportive di partire in missione per tre settimane all’anno verso le periferie del mondo per formare altri giovani abilitandoli al ruolo di allenatori, arbitri, educatori sportivi creando così nuove realtà educative.

Come dice Papa Francesco: “Lo sport è un alleato formidabile nel costruire la pace”

Da soli si va veloci, insieme si va lontano.

L’equipe diocesana Acr

Passare per Crescere

Riti di Passaggio nella Vita dei Ragazzi

a cura di Cinzia Scatigna, Sara Panarelli, Francesca Mesto (Parrocchia Maria SS. Immacolata – S. Giorgio J.), Michele Vitale (Parrocchia S. Vito Martire – S.Vito)

Nel weekend, dal 9 all’11 dicembre, a Sacrofano (Roma), si è tenuto il convegno nazionale degli educatori dell’ACR, che ha riunito più di 500 partecipanti da tutta Italia.

In questo convegno, come citato dal titolo, gli argomenti trattati sono stati i passaggi evolutivi dei ragazzi.

Ha dato il via al convegno Mons. Gualtiero Sigismondi, assistente unitario, che durante la celebrazione di accoglienza ci ha consegnato queste sue riflessioni:

“Passare voce del verbo lasciare, lasciare infinito del verbo crescere” e ancora “Cresce solo chi impara a lasciare, soprattutto chi si allena ogni giorno a lasciare se stesso, perché lasciare se stessi è una disciplina che dura tutta la vita”.

Mons. Gualtiero Sigismondi e Don Francesco Marrapodi

La prima relazione del convegno è stata con il formatore Ignazio Punzi che ci ha aiutato a capire come comportarci con chi sta affrontando dei passaggi, che possono comportare paure e fragilità. Non c’è passaggio che avviene senza paura e con la condizione di una vita nuova. Nella Bibbia viene riportato 365 volte la frase “non abbiate paura”, detta da Gesù stesso. “La paura va abitata. Alla paura va data parola perché ci spiega dove ci troviamo. Ma senza mai soccombere ad essa”.

Ma gli educatori come devono comportarsi? Essi, nel loro piccolo, devono accompagnare il ragazzo facendolo sentire al sicuro e incoraggiandolo a partire, in quanto per il ragazzo e, in particolare, per il bambino “il volto dell’altro è figura del mondo”

L’intensa giornata che ci si prospettava sabato è iniziata con la celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, presieduta dal Cardinale Angelo De Donatis. Nella sua omelia ha ripreso i concetti già espressi da Punzi invitandoci ad essere “educatori profeti, innamorati di Dio e dei fratelli più piccoli”. Soffermandosi anche sul fatto che ogni passaggio non è un realizzare se stessi, ma la gratuità, facendo di questa garanzia della crescita dei ragazzi che ci sono affidati.

Si sono poi tenuti alla Pontificia Università Lateranense tre miniconvegni differenti, che trattavano le dimensioni del “CRESCERE, INSIEME e CREDERE”. I tre seminari trattavano dei passaggi evolutivi, studiati e raccontati da tre punti di vista differenti, dove sono stati messi in evidenza la capacità dell’educatore di riconoscere i propri sogni, responsabilità ed errori, l’importanza della comunità nei passaggi e di come le etichette possano bloccare i processi, e che l’Azione Cattolica è un luogo in cui il Vangelo di nuovo accade, che si fa storia.

Nel pomeriggio vi è stata la visita alla tomba di Nennolina, presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, con un piccolo momento di preghiera.

Dopodiché un intero pomeriggio alla scoperta di “storie di passaggio” attraverso un itinerario culturale, un viaggio a tappe tra le bellissime vie di Roma, ricca di scorci suggestivi e luoghi pieni di storia.

Il convegno si è concluso con un laboratorio: gli educatori hanno creato degli striscioni di incoraggiamento per i ragazzi, legati all’iniziativa annuale, per far capire che tutti loro sono una squadra. Grazie a questo convegno anche gli educatori hanno vissuto dei passaggi essendo però in grado di comprenderli. E’ per questo che essi vanno via con una consapevolezza e un compito in più: diventare quell’educatore di cui il ragazzo ha bisogno nei momenti più importanti della sua vita, “non come compagni di giochi ma come fratello maggiore, che ha abitato e superato prima di lui questi passaggi”.

Ritorniamo a casa colmi di gratitudine verso i nostri Presidenti parrocchiali e il Centro Diocesano che hanno permesso di farci vivere questa esperienza.

“Proviamo a fare così anche noi con quello che viviamo, che impariamo, che sperimentiamo. Mettiamo via, facciamo provviste di esperienze, di incontri, di relazioni significative, di piccole e grandi conquiste, di storie avvincenti e scoperte sorprendenti. Non sappiamo bene quando e come ci potranno aiutare ad accompagnare i ragazzi in quei momenti inediti e sconvolgenti che sono i passaggi di vita, ma sapremo di camminare insieme a loro per loro per fare sì, davvero, che passare voglia dire crescere.”

[Annamaria Bongio, responsabile nazionale ACR, con il prezioso contributo di Maurizio Tibaldi, viceresponsabile nazionale ACR]

Bella Bro! Al Passo con i preadolescenti.

a cura di Daniele Panarelli, Mariangela Di Geronimo e Tecla Zani

Sulla via del rientro, dopo un fine settimana così intenso, sono tante le emozioni che ci portiamo dietro. Bella Bro! non è solo un titolo o un modo di dire che i preadolescenti usano nel loro “slang” ma è uno stile di vita che, nel seminario appena concluso, noi Educatori abbiamo cercato di capire e fare nostro per poter essere significativamente vicini ai ragazzi di questa delicatissima fascia di età.

Il contesto è stato quello della Domus Mariae in Roma, casa storica dell’Azione Cattolica, ma la veste, colorata di arancione, ci ha inserito in una dimensione che viviamo nei gruppi ma che non sempre comprendiamo a pieno. Le date di sabato 19 e domenica 20 marzo, forse per caso o per scelta felice, combaciano con la festa di San Giuseppe che con la sua vita ha testimoniato la comprensione piena e la fiducia incalcolata per un figlio che è stato anch’egli adolescente. Ma la vera ricchezza è stata la presenza di una foltissimo numero di Educatori della fascia 12/14 che con la loro contagiosa euforia hanno reso questo seminario un momento di vera e pura gioia.

Svariati sono stati i temi trattati ma tutti focalizzati su questa importante età della crescita dei ragazzi. Abbiamo analizzato a tutto tondo le loro fragilità e i loro punti di forza sia dal punto di vista psicologico che da quello pastorale.

Di grande impatto, il primo giorno, è stata la relazione della Prof.ssa Alessandra Augelli, docente di Pedagogia sociale e interculturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, attraverso la quale siamo entrati nel mondo di chi adolescente lo è diventato nel periodo della pandemia ma con la visione di come poter affrontare questa età nel futuro.

Sempre il sabato grazie al Prof. Zbginiew Formella, Docente di Psicologia dell’educazione dell’Università Pontificia Salesiana e Assistente Ecclesiastico Generale dell’Associazione Italiana Guide e Scouts di Europa Cattolici, abbiamo potuto ragionare su cosa significhi osservare un ragazzo per poterlo conoscere e diventarne prossimo, su quale sia l’importanza di coinvolgerlo, di ascoltarlo e comprenderlo senza giudizio o valutazione alcuna e senza risposte preimpostate dagli adulti. La giornata è poi proseguita con due interessantissimi laboratori che hanno permesso ai partecipanti di vivere l’esperienza della inclusività e della lettura. Il primo grazie alla Banda Rulli Frulli di Finale Emilia (MO), associazione musicale nata per l’inclusione di ragazzi senza distinzione di genere, provenienza e abilità che attraverso la musica di insieme e attraverso la costruzione di strumenti fatti con materiali di scarto, gli permette di provare l’esperienza significativa della condivisione. Con il secondo invece abbiamo scoperto la potenza delle parole attraverso la letteratura. Attraverso la lettura di un libro Matteo Sabato e Stefania Spagnolo, dell’associazione “Ventitre10” di Salice Salentino (LE), ci hanno posto una importante riflessione su come utilizzare i nuovi linguaggi per sostenere i ragazzi nel loro cammino di vita e fede lavorando sulle possibilità che la letteratura offre alla vita dei preadolescenti e su come sia possibile “sostenere un percorso di ricerca e di scoperta di se e dell’altro/Altro grazie ai libri e alle storie“.

Di spessore la tavola rotonda del secondo giorno con Melania Cimmino e Titti Falcone coordinatrici degli itinerari formativi dell’ACR, Lorenzo Zardi Vicepresidente nazionale per il settore Giovani di AC, e Don Michele Birardi Direttore della Pastorale Giovanile di Bari-Bitonto, nella quale sono state sviscerate tutte le occasioni per rendere i ragazzi protagonisti. Proprio di Don Michele ci piace sottolineare lo stimolo ricevuto a considerare gli adolescenti come una preziosa risorsa per le nostre comunità “soprattutto perchè hanno dentro il desiderio della vita” ed anche l’importanza dell’accompagnamento ad un Vangelo su misura di uomo e, proprio come in questo caso, a misura di adolescente perchè fatto per la vita, affinche ognuno di loro possa essere in grado di realizzare se stesso.

Filo rosso che ha legato tutti i momenti del seminario è stata la preghiera pensata e animata con cura dall’Assistente Centrale dell’ACR Don Francesco Marrapodi che non ha mancato di rivolgere un pensiero particolare sulla richiesta di Pace che alberga in ognuno di noi.

Stanchi ma rigenerati nell’animo e nello Spirito si torna verso le nostre comunità con la consapevolezza che “un buon Educatore è colui che non costringe ma libera, non trascina ma innalza, non comprime ma forma, non impone ma insegna, non esige ma domanda e passerà insieme ai ragazzi molti momenti esaltanti.” (J. Korczak).

“Segui il Filo!” – Ritiro di Quaresima per gli Educatori ACR

a cura di Daniele Panarelli – responsabile ACR, parrocchia Maria SS. Immacolata di S. Giorgio Jonico

Domenica 6 marzo 2022, presso la parrocchia San Pasquale Baylon in Taranto, si è svolto il ritiro diocesano di Quaresima per gli educatori di Azione Cattolica dei Ragazzi. In questo momento storico di vera ripartenza, dopo il fisiologico momento di stallo dovuto alla pandemia, un numeroso gruppo di educatori, guidati dall’assistente diocesano di ACR Don Luciano Matichecchia, ha potuto riflettere sul tema della Quaresima. Ognuno è stato invitato a vivere questo tempo come un’opportunità d’incontro con Gesù abitando il proprio deserto esattamente come Lui ci ha insegnato “senza fuggirlo”!

Profondi e significativi sono stati i momenti di condivisione tra gli educatori che, durante l’intera mattinata, hanno raccontato i propri deserti e i propri silenzi, di come si sono svuotati del proprio io per donarlo ai ragazzi e soprattutto delle personali fragilità e delle motivazioni che ancora li spingono a prestare il proprio servizio educativo.

Tutto quanto seguendo il filo conduttore dell’iniziativa annuale “Su misura per te” infatti, dopo uno spensierato momento del pranzo, i presenti hanno fortemente voluto fare una verifica sul periodo appena trascorso e su come poter continuare a condurre l’associazione sapendo leggere la condizione attuale dei ragazzi così da poter far vivere un’ACR proprio su misura per loro.

Al termine della giornata è stato organizzato anche un bellissimo laboratorio di recupero creativo grazie a due splendide ragazze, Rosanna e Roberta, che lo scorso dicembre hanno inaugurato il “Laboratorio Natà” che, oltre al rispetto dell’ambiente applicando il principio delle 3 R – Ridurre, Riutilizzare e Riciclare, permette l’integrazione di tanti giovani e adulti tarantini realizzando prodotti unici e solidali. Lavori che poi vengono esposti presso la Bottega della Carità presso la casa di Sant’Egidio in Taranto vecchia e il cui ricavato viene completamente donato all’Associazione Contatto APS della chiesa di San Pasquale che, con il suo contributo permette ai giovani della nostra città di proseguire gli studi e realizzare i propri sogni.

Tuttavia il momento apicale della giornata è stato indubbiamente la celebrazione dell’Eucarestia nella quale, oltre a richiamare i punti fondamentali del ritiro, Don Luciano Matichecchia ha rivolto in intenso pensiero, da tutti condiviso, sulla drammatica situazione di conflitto che i nostri fratelli dell’Est stanno vivendo in questo periodo storico e in particolar modo sul dolore e il terrore che i ragazzi dell’Ucraina porteranno nei loro occhi per tutta la vita.

MAGNIFICATI DA TE!

A cura di Lucia Guglielmini – responsabile ACR, parrocchia San Vito (TA)

Domenica 5 dicembre 2021, seconda domenica di Avvento, Ritiro Spirituale Diocesano per I ragazzi dell’ACR.
“Magnificati da te!”

Di seguito le parole di un educatore che ha partecipato al ritiro…

È stata una giornata intensa ma speciale quella che abbiamo passato oggi con i 12/14 della nostra diocesi. Una di quelle per cui torni a casa col cuore pieno di gioia e la voglia di dire GRAZIE.

Legati dal filo rosso che unisce i nostri cuori ci siamo incontrati a Statte nella parrocchia S. Girolamo Emiliani nella prima mattinata.

Una serie di fili colorati che si intrecciano, occhi che si incontrano, vite che si raccontano, sconosciuti che si scoprono e, sotto un cielo grigio, condividono il loro colore.

Tra l’imbarazzo, la curiosità e la voglia di stare insieme, abbiamo iniziato con un semplice gioco di conoscenza.
Sono bastati 60 secondi, il tempo di uno SPEED LOOK (sguardo veloce) , per scoprirci diversi nei nostri pregi e difetti, nei gusti musicali, ognuno però a suo modo speciale. Soli 60 secondi per legare le nostre vite e sentirci in sintonia.

Punto di riferimento della nostra giornata, del DEEP LOOK (sguardo profondo), è stata Maria: è attraverso lei che Dio ha deciso di compiere il suo progetto più grande. Un progetto che la Madonna ha custodito con immenso amore nel suo grembo, fino a quando si è compiuto. Due momenti scanditi da due significativi mosaici di Rubnik.

Così come per la Madonna, anche per noi Dio ha un gran progetto. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Ci siamo presi del tempo per sbrogliare la matassa del nostro cuore, per sciogliere i piccoli nodi del nostro cammino e segnare i momenti in cui ci siamo sentiti davvero felici.

Dalla condivisione delle nostre gioie abbiamo cucito il nostro Magnificat: un ringraziamento a Dio per le grandi cose che ha operato per noi nella nostra vita, perchè dire grazie è un pò come sottolineare la gioia e dire che è stata davvero importante.

Dopo un pranzo in compagnia, e del tempo libero, nel pomeriggio abbiamo incontrato un testimone prezioso: Suor Pierenza Mellone. Il racconto della sua vita, le sue gioie e i suoi nodi da sciogliere prima di dire SÌ al grande progetto che Dio aveva seminato in lei da sempre, è stato un grande dono!

La sua gioia traspare nel suo sorriso pieno di luce.

Quel sorriso, quella gioia che Dio vuole anche per noi. Ce lo ricorda nel vangelo della messa con cui abbiamo concluso la nostra giornata.

Ci siamo regalati un tempo prezioso ed è stato bello rincontrarsi dopo averlo sognato per due anni! Tra un po’ (tanto) di igienizzante e le mascherine ci siamo toccati i cuori.

Un ringraziamento va all’equipe diocesana che ha pensato e studiato per noi e per i nostri ragazzi questo momento. A don Luciano per averci accompagnati e guidati per tutta la giornata. A suor Pierenza per la sua testimonianza di vita. Agli educatori che hanno accompagnato i ragazzi e con gioia si sono messi in gioco. Alla parrocchia S. Girolamo Emiliani che ci ha ospitati.

Ai ragazzi che hanno partecipato, per averci fatto dono del loro tempo e per aver condiviso la loro ricchezza. Alle loro famiglie per la fiducia.
L’AC è una bella famiglia!