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Bella Bro! Al Passo con i preadolescenti.

a cura di Daniele Panarelli, Mariangela Di Geronimo e Tecla Zani

Sulla via del rientro, dopo un fine settimana così intenso, sono tante le emozioni che ci portiamo dietro. Bella Bro! non è solo un titolo o un modo di dire che i preadolescenti usano nel loro “slang” ma è uno stile di vita che, nel seminario appena concluso, noi Educatori abbiamo cercato di capire e fare nostro per poter essere significativamente vicini ai ragazzi di questa delicatissima fascia di età.

Il contesto è stato quello della Domus Mariae in Roma, casa storica dell’Azione Cattolica, ma la veste, colorata di arancione, ci ha inserito in una dimensione che viviamo nei gruppi ma che non sempre comprendiamo a pieno. Le date di sabato 19 e domenica 20 marzo, forse per caso o per scelta felice, combaciano con la festa di San Giuseppe che con la sua vita ha testimoniato la comprensione piena e la fiducia incalcolata per un figlio che è stato anch’egli adolescente. Ma la vera ricchezza è stata la presenza di una foltissimo numero di Educatori della fascia 12/14 che con la loro contagiosa euforia hanno reso questo seminario un momento di vera e pura gioia.

Svariati sono stati i temi trattati ma tutti focalizzati su questa importante età della crescita dei ragazzi. Abbiamo analizzato a tutto tondo le loro fragilità e i loro punti di forza sia dal punto di vista psicologico che da quello pastorale.

Di grande impatto, il primo giorno, è stata la relazione della Prof.ssa Alessandra Augelli, docente di Pedagogia sociale e interculturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, attraverso la quale siamo entrati nel mondo di chi adolescente lo è diventato nel periodo della pandemia ma con la visione di come poter affrontare questa età nel futuro.

Sempre il sabato grazie al Prof. Zbginiew Formella, Docente di Psicologia dell’educazione dell’Università Pontificia Salesiana e Assistente Ecclesiastico Generale dell’Associazione Italiana Guide e Scouts di Europa Cattolici, abbiamo potuto ragionare su cosa significhi osservare un ragazzo per poterlo conoscere e diventarne prossimo, su quale sia l’importanza di coinvolgerlo, di ascoltarlo e comprenderlo senza giudizio o valutazione alcuna e senza risposte preimpostate dagli adulti. La giornata è poi proseguita con due interessantissimi laboratori che hanno permesso ai partecipanti di vivere l’esperienza della inclusività e della lettura. Il primo grazie alla Banda Rulli Frulli di Finale Emilia (MO), associazione musicale nata per l’inclusione di ragazzi senza distinzione di genere, provenienza e abilità che attraverso la musica di insieme e attraverso la costruzione di strumenti fatti con materiali di scarto, gli permette di provare l’esperienza significativa della condivisione. Con il secondo invece abbiamo scoperto la potenza delle parole attraverso la letteratura. Attraverso la lettura di un libro Matteo Sabato e Stefania Spagnolo, dell’associazione “Ventitre10” di Salice Salentino (LE), ci hanno posto una importante riflessione su come utilizzare i nuovi linguaggi per sostenere i ragazzi nel loro cammino di vita e fede lavorando sulle possibilità che la letteratura offre alla vita dei preadolescenti e su come sia possibile “sostenere un percorso di ricerca e di scoperta di se e dell’altro/Altro grazie ai libri e alle storie“.

Di spessore la tavola rotonda del secondo giorno con Melania Cimmino e Titti Falcone coordinatrici degli itinerari formativi dell’ACR, Lorenzo Zardi Vicepresidente nazionale per il settore Giovani di AC, e Don Michele Birardi Direttore della Pastorale Giovanile di Bari-Bitonto, nella quale sono state sviscerate tutte le occasioni per rendere i ragazzi protagonisti. Proprio di Don Michele ci piace sottolineare lo stimolo ricevuto a considerare gli adolescenti come una preziosa risorsa per le nostre comunità “soprattutto perchè hanno dentro il desiderio della vita” ed anche l’importanza dell’accompagnamento ad un Vangelo su misura di uomo e, proprio come in questo caso, a misura di adolescente perchè fatto per la vita, affinche ognuno di loro possa essere in grado di realizzare se stesso.

Filo rosso che ha legato tutti i momenti del seminario è stata la preghiera pensata e animata con cura dall’Assistente Centrale dell’ACR Don Francesco Marrapodi che non ha mancato di rivolgere un pensiero particolare sulla richiesta di Pace che alberga in ognuno di noi.

Stanchi ma rigenerati nell’animo e nello Spirito si torna verso le nostre comunità con la consapevolezza che “un buon Educatore è colui che non costringe ma libera, non trascina ma innalza, non comprime ma forma, non impone ma insegna, non esige ma domanda e passerà insieme ai ragazzi molti momenti esaltanti.” (J. Korczak).

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