ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DIOCESANO DI AZIONE CATTOLICA

E’ stato eletto, domenica 18 febbraio, il nuovo consiglio diocesano dell’Azione Cattolica per il triennio 2024-2027.

Il neo consiglio eletto risulta così composto, per il Settore Adulti:

Panarelli Daniele con voti 80;

Cristiano Letizia con voti 73;

Iavernaro Vita con voti 47;

Miola Angela con voti 46;

Labalestra Guglielmo con voti 42.

Per il Settore Giovani:

Spezio Cosimo con voti 87;

Panarelli Sara Maria con voti 57;

La Gioia Elio Simone con voti 43;

D’Ambrosio Rosanna con voti 39;

Angelillo Daniela con voti 38.

Per l’articolazione (ACR):

Zani Tecla con voti 71;

Petrosillo Maria Rosaria con voti 43;

Vitale Michele con voti 38;

Del Vento Claudia con voti 27;

Parisi Adriana con voti 13;

L’elezione è stata la parte finale dell’intensa giornata che è iniziata con la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’arcivescovo S.E.R. Mons. Ciro Miniero.

L’arcivescovo durante l’omelia ci ha spronati ad essere dei buoni e credibili testimoni del Vangelo in tutti gli ambienti della nostra vita e ci ha ricordato che l’Azione Cattolica ha un particolare segreto affinchè questo si possa realizzare: “fare associazione, fare comunità voi non vi scegliete all’interno di una parrocchia, in un’associazione, non vi scegliete ognuno risponde poi vi ritrovate, vi ritrovate per poter essere testimoni. Ma testimoni come? Attraverso il vostro vivere insieme, attraverso una ricerca del bene che fate insieme, attraverso lo sforzo di guardare sempre in avanti nella prospettiva che il Signore ci chiede, di costruire il bene perché le generazioni possano sperimentare il bene che è Gesù Cristo e questo amore diventa la forza del vostro vivere come persone che aderiscono ad un progetto. Un progetto di chiesa, un progetto di amore, un progetto di comunità che rende nuovo, attraverso l’impegno e la testimonianza ,il mondo in cui si vive. Il Signore dia a tutti la forza per poter camminare sempre in questa dimensione e non fermarci mai in tutti i momenti della vita nella ricerca del bene per tutti e nella ricerca del costruire il bene attraverso l’impegno di ciascuno”.

Al termine della celebrazione è avvenuta la consegna, ufficiale, delle nomine ai presidenti parrocchiali da parte dell’arcivescovo.

La mattinata è proseguita con gli interventi e saluti dei delegati del consiglio nazionale, Diego Grando e regionale, Mimmo De Palo; con le relazioni finali della presidente diocesana, Letizia Cristiano, dei vicepresidenti del Settore Adulti, Antonella Caputo e Pasquale Massafra, del vicepresidente del Settore Giovani, Guglielmo Labalestra, del segretario MSAC, Simone La Gioia, della Responsabile e vice dell’ACR, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo che hanno, successivamente, presentato all’assemblea la nuova EDR, l’Equipe Diocesana dei Ragazzi.

I ragazzi hanno dato lettura del documento, risultato delle riflessioni avvenute nei consigli parrocchiali dei “piccoli”.

Il lavoro è partito dalla parole di Papa Francesco all’AC: “Voi laici di AC siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria”, i piccoli soci si sono interrogati su come poter essere dei ragazzi missionari e a quale missione sono stati chiamati. Confrontandosi hanno trovato dei punti in comune: “i ragazzi missionari scelgono di testimoniare Gesù in tutti gli ambienti di vita”e i luoghie più urgenti della missione sono risultati le proprie case, la scuola e la palestra, il luogo dove fanno sport.

Terminate le presentazioni e le relazioni si è proseguito con la presentazione dei candidati e l’apertuare dei seggi elettorali.

I lavori assembleari sono proseguiti, nel pomeriggio, sotto la presidenza di Remo Pezzuto, referente provinciale di Libera Taranto e la segretaria dell’assemblea, Gabrella Iavernaro, con la discussione degli emendamenti, proposti dalle parrocchie, al documento assembleare. Il documento finale, approvato, diventa la linea guida programmatica per il triennio appena iniziato.

Alla chiusura dei seggi, la commissione elettorale con i membri dei seggi, iniziato con lo spoglio e il conteggio dei voti. Nel tardo promeriggio i risultati con la proclamazione degli eletti.

Grazie a chi ha lavorato in questi anni per rendere sempre più bella l’AC e auguri di buon cammino al nuovo consiglio diocesano.

Mariangela Di Geronimo

La Pace in Testa – Festa della Pace diocesana 2024

a cura dell’Equipe diocesana dell’ACR

La Pace in Testa”, il titolo scelto per il Mese della Pace di quest’anno, secondo lo stile che contraddistingue questa proposta, non costituisce solo uno slogan che accompagna i nostri percorsi per un tratto di strada. Esso esprime da un lato il desiderio profondo e dall’altro un deciso impegno che ragazzi, giovani e adulti di AC prendono nel proprio percorso di laici impegnati dentro le comunità che abitano.

Mettere la pace in testa significa ribadire il primato della pace. Siamo chiamati a mettere la pace al primo posto, in cima a tutto.

Come ha ricordato il Card. Zuppi, aprendo i lavori della 78° Assemblea Generale Straordinaria della CEI lo scorso novembre, la pace ha il primato nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. Non è solo l’urgenza del momento ad imporci tale primato, ma la natura stessa della Chiesa. Siamo il popolo a cui Gesù affida la pace (“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo” Gv, 14,27).

Per questo avere la pace in testa significa pensare incessantemente ad essa, pregare senza sosta, offrire per essa il nostro digiuno e la nostra penitenza, insomma spendersi per essa con dedizione totale.

Animati da questo desiderio, nell’ultimo week end (27 e 28) di gennaio abbiamo vissuto due intense giornate dove la parola PACE ha risuonato forte.

Sabato sera, a Martina Franca, giovani, adulti ma anche tante famiglie con bambini hanno partecipato ad una fiaccolata silenziosa che è terminata con un momento di preghiera, presieduto dall’Assistente del Settore Adulti, Don Giovanni Agrusta e dall’Assitente Unitario Don Carmine Agresta presso la Basilica Minore di San Martino.

E’ stata scelta la Basilica in quanto, dal 2000, è Monumento Messaggero di una Cultura di Pace dell’UNESCO.

Ringraziamo le associazioni parrocchiali della vicaria di Martina Franca che si sono rese da subito disponibili ad accogliere questo momento diocesano nella propria cittadina, al sindaco Gianfranco Palmisano che ha marciato e pregato con noi e alle tante associazioni presenti in basilica con le bandiere della pace.

Dopo la fiaccolata e preghiera silenziosa di sabato sera ci siamo ritrovati domenica mattina in 600 tra ragazzi , giovani e adulti che, marciando, tra le strade della città ancora addormentata, hanno raggiunto il Parco Archeologico delle Mura Greche.

In piazza Fellini ( adiacente il parco ) i ragazzi hanno discusso sui diritti fondamentali dei bambini aiutati dall’Unicef comitato provinciale di Taranto e dalle associazioni di volontariato Autisticamente, La Casa di Sofia , Ohana e Natà Laboratorio di riuso creativo.

Non è mancato il gioco, i gemellaggi, i canti e la gioia. Soprattutto non è mancata la preghiera e la richiesta incessante di pace tra i popoli e lo stop di tutte le guerre.

Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovanissimi. Circa 40 i giovanissimi provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, che hanno avuto modo di confrontarsi e riflettere insieme su quelle situazioni in cui, l’esercizio del diritto ad esprimere la propria opinione, non genera situazioni di pace ma, al contrario, puó addirittura finire col porre in essere comportamenti costitutivi di reato.
Partendo da alcuni fatti di cronaca del quotidiano e da post estratti dai social network, i ragazzi, suddivisi in gruppi, si sono confrontati sui temi del bullismo, Cyberbullismo, shitstorm e body shaming.
Hanno condiviso le loro opinioni sui temi indicati e, con grande coraggio, hanno raccontato le esperienze vissute direttamente sulla propria pelle e indirettamente, attraverso amici e/o conoscenti.
Il momento è stato anche arricchito dal prezioso contributo offerto dal vice presidente della sezione Unicef di Taranto, Bruno Fasano, che ha partecipato attivamente ai lavori di gruppo ed ha poi presentato i progetti che l’Unicef da anni porta avanti proprio su questi temi.
L’esperienza, seppur breve per via dei tempi organizzativi, ha mostrato come la generazione Z della nostra Ac diocesana, non perda occasione per mettersi in gioco dinanzi alle sfide del quotidiano.

Don Luciano Matichecchia, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo (Assistente diocesano, Responsabile e Vice Responsabile ACR diocesani ) ringraziano di cuore la comunità di S. Teresa, Mons. Paolo Oliva , l’AC parrocchiale e il gruppo Scout Taranto 4 per la meravigliosa accoglienza e il fondamentale supporto, l’AC parrocchiale della Concattedrale per la disponibiltà degli ambienti, ringraziano inoltre la Presidenza Diocesana , il Comune di Taranto, Kyma Ambiente per la pulizia straordinaria della piazza, il comando della polizia locale, la Protezione Civile e la Croce Rossa perché tutto si è svolto in totale sicurezza.

L’Equipe diocesana dell’ACR

Tocca a Te! – Incontro formativo per educatori e responsabili associativi

a cura di Rosella Tegas, consigliera diocesana

Si è svolto in data 30 settembre il primo degli incontri organizzato dall’equipe diocesana Acr, che ha sancito l’inizio del nuovo anno associativo.

Protagonisti questa volta però non sono stati i più piccoli, ma i loro educatori e responsabili, chiamati a vivere un breve pomeriggio di meditazione e riflessione personale, nella splendida cornice di San Michele in Triglie, perla naturale nascosta tra i comuni di Statte e Crispiano.

Questa è casa Tua! Eccolo il tema dell’anno della sequela, che ci spinge a cercare la radice del nostro essere cristiani, riscoprendo l’incontro con Gesù che cambia la vita, anche attraverso il confronto con le persone.

Irrompente è la domanda di fondo “Tocca a me?” che chiama educatori e ragazzi a mettersi in gioco, ad assumersi responsabilità, ad essere promotori di accoglienza, a raccontare quel che sembra importante condividere, a riscoprirsi fragili, a lasciarsi toccare il cuore da Dio.

Proprio a partire da questa domanda, accompagnati dalla lettura del brano del Vangelo dei discepoli di Emmaus e dalla riflessione fatta dall’assistente Don Luciano Matichecchia, più di ottanta tra responsabili, educatori e collaboratori Acr provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, hanno accolto l’invito loro rivolto da tutta l’equipe diocesana.

Il percorso di meditazione proposto è stato articolato in tre step: la cura di sé, la cura degli altri, la cura del creato, quest’ultimo inteso in senso più ampio, ovvero anche come insieme di luoghi abitati nel quotidiano.

E così, nel paesaggio di impareggiabile bellezza della gravina di Triglie, partendo dalla cappella dedicata a S. Michele e passeggiando tra le pozzelle dell’Acquedotto romano del Triglio e la cripta di San Giuliano, i partecipanti all’evento, hanno scavato in profondità nella propria fede, facendo memoria del giorno del loro primo incontro con Cristo, per potersi interrogare su quanto la propria vita quotidiana sia ancora aderente a Lui, e quanto il servizio prestato sia autentico e ricco di gesti concreti di cura e di attenzione verso gli altri e verso i luoghi da loro abitati.

Qualcuno ha scelto di vivere un momento di riflessione individuale, altri hanno optato per il confronto a coppia, altri ancora per la condivisione di gruppo.

Durante la riflessione, agli educatori è stato anche richiesto di aver cura della riserva naturale e del luogo di ospitalità, e così ciascuno, armato di guanti e sacchi, ha provveduto a raccogliere i rifiuti incontrati durante il cammino.

Al termine del momento di riflessione, a ciascuna parrocchia è stato chiesto di identificare e condividere un attuale bisogno delle loro realtà, e di assumersi un impegno concreto nei confronti dei luoghi abitati e dei ragazzi loro affidati.

Bisogni ed impegni sono stati raccolti su dei cartelloni, divenendo così elementi preziosi da cui partire nella definizione degli obiettivi e risultati del nuovo anno associativo che ci vede tutti impegnati nell’importante tappa del rinnovo dei consigli parrocchiali e diocesano. Di seguito i bisogni emersi:

– incontri di formazione “brevi”

– Testimonianze forti che rendano viva la Parola di Dio.

– incontri specifici per parlare di adesione ai ragazzi e ai bambini

– incontri spirituali x educatori

– feste diocesane che tocchino i territori più lontani dalla città.

– una proposta per presentare il cammino dell’acr alle famiglie 

– un aiuto per organizzare i gruppi.

– maggiore vicinanza fisica.

– più incontri all’aperto.

– più presenza dell’assistente.

– maggior dialogo tra assistenti Ac e parroci.

– più dialogo tra parrocchie vicine.

– più attenzione ai vari territori parrocchiali (vicarie).

E la carta degli impegni che ne è venuta fuori:

– ci impegniamo a portare il nostro entusiasmo in parrocchia

– ci impegniamo ad una maggiore partecipazione agli appuntamenti diocesani

– ci impegniamo a realizzare incontri x educatori in parrocchia che siano formativi e di confronto, non solo organizzativi.

– ci impegniamo ad “essere faro” con i nostri percorsi formativi

– ci impegniamo all’inclusione (che nessuno sia escluso nelle nostre proposte).

– ci impegniamo all’ascolto fraterno

– ci impegniamo ad essere ponte tra la parrocchia e la diocesi e viceversa.

– ci impegniamo ad essere ospitali

Ed allora non resta che dire “Tocca a noi” cimentarci in questa nuova avventura, fatta di difficoltà e necessità, ma anche di bellezze che costituiscono dono per tutti, a misura di ciascuno!

Buon inizio di anno associativo!

Ai banchi di partenza: la rivoluzione dell’avere a cuore

A cura dell’Equipe MSAC diocesana

“Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola e come faccio a averla piena. Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter far scuola. Bisogna aver le idee chiare in fatto di problemi sociali e politici. Non bisogna essere interclassisti, ma schierati. Bisogna ardere dell’ansia di elevare il povero a un livello superiore. Non dico a un livello pari a quello dell’attuale classe dirigente. Ma superiore: più da uomo, più spirituale, più cristiano, più tutto” (Esperienze pastorali p.239)

Hai preparato lo zaino? Hai preso tutto? Diario, quaderni e astuccio ci sono? Scommetto che la tua giornata è iniziata con almeno una di queste domande, segno che c’è qualcosa di diverso rispetto ai giorni precedenti: è tornata la scuola! Oggi per molti studenti della nostra diocesi suonerà la prima campanella, torneremo in quel posto tanto amato e temuto, torneremo a ritrovarci alla fermata dell’autobus ancora assonnati, a parlare con il compagno di banco, a rivedere i professori e a conoscerne di nuovi.

Quest’anno scolastico si apre ancora una volta in un contesto non semplice, l’influenza della pandemia all’interno delle nostre vite è ancora forte e nell’aria si avverte un timido senso di fiducia rispetto alla totale ripresa delle attività didattiche in presenza. In questo clima di incertezza noi studenti abbiamo un compito molto importante: studiare per essere seminatori di speranza.

Papa Francesco nella Fratelli Tutti ci ricorda che “il modo migliore per dominare e avanzare senza limiti è seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante” (Fratelli Tutti 15). Come noi giovanissimi possiamo diventare seminatori di speranza? Studiando e volendo bene alla nostra scuola, ai nostri compagni e anche a quel professore che non riusciamo proprio a sopportare. Studiare infatti è molto più che il lavoro richiesto a noi adolescenti: si tratta di una responsabilità sociale. Infatti, ogni volta che ci offriamo con disponibilità ad apprendere cose nuove, stiamo già modificando la nostra società. Qualche anno fa una ragazza di nome Malala ha ricordato al mondo proprio questo, con l’ormai celebre frase: “un bambino, un insegante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

Ci auguriamo dunque un nuovo anno scolastico in cui poter prendere sempre più consapevolezza del gesto rivoluzionario che svolgiamo sui banchi di scuola, è importante che questa piccola gigantesca rivoluzione non resti solo un bell’Ideale ma diventi uno stile di vita da esercitare. È una nostra responsabilità che non possiamo rifiutare o delegare, ma siamo chiamati ad accogliere perché “prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi” (Fratelli Tutti 17).

Ci auguriamo di avere aspettative grandi sulla nostra scuola e di metterci in gioco in prima persona affinché mete sempre più alte siano raggiunte. Specialmente nei momenti più difficili, quando con la scuola siamo arrabbiati perché c’è qualcosa che non funziona, quando ci ritroveremo ad affrontare i problemi che la pandemia aveva messo in pausa e quelli che sono emersi durante l’emergenza sanitaria.

Ci auguriamo di essere studenti inquieti che non sia accontentano delle risposte preconfezionate ma hanno desiderio di conoscere, scoprire, approfondire. Inquieti non significa essere seduti all’ultimo banco e disturbare, non significa nemmeno alzare la voce quando qualcosa non ci va giù, non significa essere polemici ed aizzare i nostri compagni. Inquieti vuol dire essere sempre in Movimento, quello con la M maiuscola. Un Movimento in cui circolino idee, proposte, progetti. Un Movimento che faccia sentire ciascuno accolto e amato. Un Movimento che veda noi studenti protagonisti ma non unici attori, perché la scuola la si migliora solo insieme, lavorando e sognando insieme con i dirigenti, i docenti e il personale amministrativo.

Buona rivoluzione a tutti!