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Viandanti sulle strade del nostro tempo

A cura dei partecipanti della nostra diocesi

“La nostra attività conosce uno “ieri” e un “oggi”, nel quale prendiamo le decisioni relative al “domani”. La situazione non rimane solo un elemento esterno per la nostra attività ecclesiale, ma confluisce in essa, contribuisce a determinarne la prassi, così come a sua volta la nostra prassi contribuisce a plasmare la situazione, mantenendola o modificandola.” (P.M. ZULEHNER, Teologia Pastorale, 1. Pastorale fondamentale. La Chiesa fra compito e attesa, Queriniana, Brescia 1992, p 25.)

Siamo chiamati a scelte importanti, scelte alte, scelte che plasmano; oggi all’Azione Cattolica è chiesto proprio questo e come giovani ci è chiesto di essere vento nuovo per l’associazione e per la chiesa.

Se volessimo riassumere il campo che abbiamo vissuto a Molfetta dal 29 Luglio al 1 Agosto, non ci sarebbe parola migliore di scelta. Oltre 150 partecipanti hanno scelto di ritagliarsi un tempo disteso per riflettere su come essere Giovani Wannabe: sulle strade del nostro tempo. Ciò che è emerso da questa esperienza è che vogliamo essere giovani che vivono una responsabilità giovane.

Abbiamo fatto tesoro del confronto vissuto durante il modulo formativo di Montesilvano e ci siamo nuovamente rimessi in discussione attraverso il confronto con ospiti, l’intenso lavoro nei gruppi sinodali e una riflessione personale. Dopo questa esperienza siamo sempre più convinti che lo stile che la nostra AC debba seguire sia quello suggerito dal sinodo, anche il metodo di lavoro da utilizzare è una scelta.

Nei gruppi abbiamo provato a far emergere i bisogni che i giovanissimi e giovani che abitano le nostre associazioni hanno, perché solo partendo da bisogni concreti potremo mettere in cantiere idee, progetti e proposte che rispondano effettivamente a questi bisogni. Come settore dobbiamo accogliere la sfida di accompagnare i nostri soci verso l’adultità, essere ascoltatori attenti delle esigenze dei giovanissimi, trovare modi e tempi per far sentire anche chi studia o lavora fuori dalla propria diocesi a casa.

Sono sfide grandi lo sappiamo, ma è proprio l’essere uniti come un’unica associazione la strada per poter rendere realtà tutto questo. Il presidente nazionale, nell’intervento conclusivo, ci ha ricordato quanto sia importante oggi per l’Azione Cattolica mettere insieme, abbiamo il compito e la responsabilità di creare legami all’interno dell’associazione e delle nostre realtà locali.

Torniamo a casa, nelle nostre associazioni diocesane, con il forte desiderio di essere giovani senza mezze misure, giovani che sono affamati di una chiesa bella, vicina e profetica. Proprio su questo abbiamo pregato sulle orme di un gigante della santità: don Tonino Bello.

“Vivete la vita che state vivendo con una forte passione. Non recintatevi dentro di voi circoscrivendo la vostra vita in piccoli ambiti egoistici, invidiosi, incapaci di aprirsi agli altri. Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Voi crescete quanto più numerosi sono gli incontri con la gente, quante più sono le persone a cui stringete la mano.” (A. BELLO, Senza misura, La Meridiana, Molfetta 1993.)

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