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Studenti pronti a tutto…ma proprio a tutto!

A cura di Elio Simone La Gioia – Segretario MSAC

“Il mondo tutto, e maggiormente i giovani, hanno bisogno di profeti che assumano con forza e passione la strada della libertà e della speranza, percorrano la via della bellezza e della bontà, senza paure e fino in fondo, fedeli alla terra e al cielo, pellegrini dell’assoluto, con una sete indomabile di conoscere, capire e studiare i problemi degli altri, le ragioni dei conflitti, le cause dell’ingiustizia, le vertigini estatiche della bellezza e della bontà, i misteri del dolore e dell’amore, il desiderio di continuare a cercare per trovare, e trovare per continuare a cercare ancora.” (P. GRECO, B. SPERANDINI, G. SURACE, Giovani, fede e vocazione, cit., pp. 37-38.)

Forza, passione e speranza. Penso che non ci siano parole più adeguate per descrivere il campo nazionale che abbiamo vissuto qualche giorno fa a Molfetta assieme ai fratelli e alle sorelle del Settore Giovani.

Per essere studentesse e studenti pronti a tutto ci vuole una forza di fondo che dobbiamo ricercare nell’essere associazione. È emerso più volte nei gruppi di confronto di questi giorni quanto sia importante lavorare insieme: insieme ai nostri compagni sui banchi di scuola, insieme ai vicepresidenti del settore giovani e soprattutto ai membri delle nostre equipe diocesane. La forza e la solidità di un circolo MSAC si vede non tanto dalla quantità di eventi che riesce a realizzare, da quanti rappresentanti riesce a candidare nelle scuole, ma nel bene che si instaura tra gli studenti che di quel circolo fanno parte.

“Vivete la vita che state vivendo con una forte passione!” È questo il consiglio forte e affettuoso che ci arriva dalle solide e delicate parole di don Tonino Bello. Il sogno di don Tonino era quello di giovani con il fuoco dentro, capaci di amare e spendersi per gli altri, di incontrare la gente senza timori e chiusure. Questo atteggiamento di umile apertura è tra le cose fondamentali che il MSAC deve acquisire proprio come stile, un circolo capace di fare rete con altre associazioni studentesche, realtà territoriali e tutti coloro che lavorano per il bene comune.

Non dobbiamo come Azione Cattolica e come MSAC in particolare chiuderci in noi stessi, arroccarci su pareti autoreferenzialità, anzi, dobbiamo essere ancora più impegnati in un ascolto sincero dei bisogni delle nostre scuole. Partendo da questi bisogni, nei giorni del campo ci siamo concentrati sulla stesura di buone pratiche per vivere insieme la nostra responsabilità, per accompagnare i segretari che studiano all’università o lavorano e per lavorare al meglio con le nostre equipe diocesane. Abbiamo accolto l’invito di don Tonino ad essere cristiani autentici sovversivi, il cristiano autentico è sempre un sovversivo; uno che va contro corrente non per posa ma perché sa che il Vangelo non è omologabile alla mentalità corrente.

L’ultima parola per descrivere questa esperienza è sicuramente speranza. La speranza è una virtù rischiosa, una virtù, come dice san Paolo, di un’ardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio (Rm 8,19). Non è un’illusione (Omelia di Santa Marta, 29 ottobre 2013). Ci siamo lasciati al termine del campo con una solida certezza: non è più il tempo di parlare di ripartenza, è tempo di ripartire concretamente guardando al futuro con speranza.

Se la nostra speranza non si traduce in scelte e gesti concreti di attenzione, giustizia, solidarietà, cura della casa comune rischiamo di essere studenti pronti a tutto, ma solo a parole. Specialmente a noi giovanissimi tocca organizzare la speranza, tradurla in vita concreta ogni giorno, nei rapporti umani, nell’impegno sociale e politico. Sta a noi superare la chiusura, la rigidità interiore, la tentazione di coloro che vogliono una Chiesa rigida, sta a noi superare la tentazione di occuparci solo dei nostri problemi e di ignorare quelli dei tanti studenti che vivono al di fuori dei nostri gruppi.

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