Educatori in Cammino tra creatività, fragilità e nuove sfide: un weekend di formazione per ripartire nel servizio educativo

a cura di Maria Rosaria Petrosillo, Responsabile ACR e Cosimo Spezio, Vice presidente settore giovani

Il 5 e il 6 settembre si è svolto il Weekend formativo per gli educatori ACR e dei Giovani e Giovanissimi presso il Seminario minore di “Poggio Galeso” in Paolo VI. Un appuntamento fondamentale per ricaricare le batterie, condividere strumenti e ritrovare il senso profondo del servizio educativo in vista del nuovo anno associativo. Per l’articolazione ACR la prima giornata è stata dedicata alla scoperta dell’iniziativa annuale “Wow che tratto!”.

Grazie al prezioso contributo di Rosa Cacace, direttrice dell’Associazione Culturale “Liberarte – art of free souls”, gli educatori si sono messi in gioco attraverso un percorso laboratoriale ed esperienziale. Al centro della riflessione, l’idea che il disegno non sia una semplice attività ricreativa, ma un vero e proprio strumento di comunicazione ed espressione. Attraverso forme, linee e colori è possibile dar voce a emozioni, pensieri e concetti complessi che spesso le sole parole non riescono a tradurre. Gli educatori hanno così potuto sperimentare in prima persona ciò che poi proporranno ai ragazzi, scoprendo la bellezza di un linguaggio universale e creativo. Gli educatori del Settore Giovani e Giovanissimi si sono invece confrontati sull’identikit dell’educatore/animatore di Azione Cattolica. Alcune domande presenti nella parte introduttiva della guida Giovanissimi hanno consentito ai presenti di riflettere e riscoprire le radici e le motivazioni del proprio servizio educativo. Successivamente si sono confrontati sul tema della novità, in rapporto alle relazioni con Dio, con sé stessi e con gli altri. L’obiettivo dell’attività non è stato tanto trovare delle risposte, quanto generare domande che siano utili agli educatori per ripensare la propria responsabilità all’inizio del nuovo anno pastorale.

Il secondo giorno abbiamo affrontato “l’arte di essere fragili”, tema delicato e centrale nella relazione educativa. L’incontro è stato introdotto da Alessandro Santomarco, operatore educativo per minori a rischio e già vicepresidente diocesano del Settore Giovani di AC, che ha sottolineato l’importanza dell’autenticità facendo emergere quanto ai ragazzi non servano educatori “supereroi”, infallibili e invulnerabili, ma figure affidabili e umane e, che riconoscere ed accogliere le proprie fragilità, non è un segno di debolezza ma il primo passo per trasformarle in risorse “generative”. Al termine di queste intense giornate, abbiamo chiesto ad alcuni educatori partecipanti di condividere una riflessione su quanto vissuto durante il weekend:

«L’immagine di sequela che ho consolidato è quella di un viandante che, a fatica, ogni giorno, negli ambienti che abita, cerca di testimoniare la sua identità cristiana. La Parola /domanda che mi porto dentro è: Signore, Tu cosa sei per me! Cosa posso fare in parrocchia? Forse, non lanciare la spugna». Maria Carmela (Cristo Re – Martina Franca)

«Il weekend AC mi ha toccata. In un periodo così di corsa, fermarsi pregare e condividere è stato un DONO. Mi sono sentita ascolta, compresa. Ho riscoperto la gioia di una fede vissuta. Grazie per ogni sorriso, per ogni parola. Sono tornata a casa più ricca» Giannarita (Santa Maria la Nova – Pulsano)

«L’immagine di sequela che ho è me stessa che cammino accanto a Gesù e mi insegna la pazienza per fare la cosa giusta. Ciò che mi ha colpito è il colore e la collaborazione, anche quando tutto sembra “rotto”. Ciò che vorrei fare nella mia parrocchia è la cura delle relazioni». Gina (Santa Maria la Nova – Pulsano)

«Premesso che non ho partecipato al weekend degli educatori in maniera completa, penso che i momenti formativi siano stati un’occasione puntuale a inizio anno per riflettere, e non è mai abbastanza, sulla figura dell’educatore. Sostanzialmente mi porto dietro due parole: VULNERABILITÀ e CONSAPEVOLEZZA. Fare i conti con le proprie vulnerabilità e quelle degli altri è sempre una sfida di cui non sai mai il finale, ma che ti permette di vedere la realtà che ti circonda e quando questo avviene, e non sempre ne esci felice, aumenta la consapevolezza della serietà della figura che rappresenti. ESSERE EDUCATORI É UNA COSA SERIA perché i ragazzi che abbiamo di fronte si “maneggiano con cura!». Mariella (Maria SS. Immacolata – San Giorgio Ionico)

«L’immagine di sequela che mi porto dentro è quella di un cammino fatto insieme agli altri, in cui seguire Gesù significa non rimanere fermi, ma mettersi in gioco, ascoltare e aprirsi alle persone che incontriamo. In questi giorni ho capito ancora di più che la fede non è qualcosa da vivere da soli, ma un percorso da condividere. La parola che mi porto dietro dagli incontri vissuti nel weekend è “accoglienza”. Mi ha colpito l’importanza di saper ascoltare e accogliere l’altro, senza giudicarlo, cercando di comprendere ciò che vive e ciò di cui ha bisogno. Nella mia realtà parrocchiale vorrei concretizzare tutto questo con una maggiore attenzione verso chi spesso rimane ai margini. Un’azione concreta potrebbe essere quella di dedicare più tempo all’ascolto e alla vicinanza delle persone, soprattutto dei più giovani, coinvolgendoli e facendo sentire loro che hanno un posto e un ruolo importante nella comunità. Anche un piccolo gesto di disponibilità può diventare un modo concreto per mettersi al servizio degli altri». Miriana (San Pio X – Taranto)

«Ciò che a me è rimasto impresso da questo weekend per gli educatori sono davvero tanti spunti che non si può esprimere tutto. Abbiamo parlato di tante cose veramente che ci danno quella spinta, quel coraggio di ritrovare ancora ad essere educatori, questa spinta a questo ritiro è stato veramente notevole ha cambiato in me qualcosa che stava albergando dentro, ho deciso pienamente di parteciparvi prendendo questa decisione ho potuto valutare di avere delle risposte molto significative. Una delle cose più belle ascoltate, è che non siamo da soli mai e non dobbiamo preparare o fare un cammino da soli abbiamo la ricchezza di essere in tanti dove possiamo avere delle relazioni che ci accompagnano durante il nostro cammino. Una parola è stata al centro in questi due giorni è la vulnerabilità l’altra parola è la fragilità. Alessandro Santomarco ci ha esposto ciò che lui vive con il suo lavoro che poi non l’ha definito tanto un lavoro ma qualcosa che fa con tanto amore lui è educatore in una comunità di ragazzi fragili cioè ragazzi che sono stati abbandonati dai genitori o che non hanno scelto di essere in quella comunità cioè sono stati messi per forza, il punto forte che Alessandro ha condiviso con noi è che ogni ragazzo deve stare al primo posto cioè costruire relazioni significative con ogni singolo ragazzo Ognuno di loro è un mondo. Poi ha aggiunto che noi non dobbiamo essere dei super eroi che risolviamo qualsiasi tipo di problema, questo ci allontana, ma esprimere le proprie fragilità chiedendo aiuto agli altri così scopro ciò che non riesco a fare per curare e come affrontare le cose. Ai ragazzi non si può nascondere nulla loro ti guardano quindi bisogna trovare un modo, un equilibrio e dire loro che non sono perfetto ma che può contare su di me Questo si chiama “spazio fiducia”… E ancora… sento e comprendo le tue sofferenze dico al ragazzo. Questo si chiama “spazio incontro”. Essere umani, essere affidabili così il ragazzo si può affezionare se l’educatore ha un buon approccio. Al centro di ogni cosa è sempre il ragazzo. Abbiamo fatto un deserto ascoltando dei canti delle canzoni dove A me hanno dato tanta fiducia leggendo e meditando anche la parola di Dio San Paolo dove dice “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”. Don Francesco nella sua omelia ci ha consegnato questo. La parola di Dio è ricca, è impegnativa, Egli ci vuole tutti salvi, amare ed essere amati. Quando cade una relazione cadono tre persone io, l’altro e Dio. Ci sono amori che sembrano facili ma non lo sono affatto, Gesù ci dà dei consigli sulla correzione fraterna. Noi molte volte quando ce l’abbiamo con qualcuno mettiamo il muso, parliamo male oppure lo allontaniamo, ma è molto meglio andare dalla persona interessata, Non possiamo vivere con sentimenti di rancore, risentimenti con durezza di cuore, se non scioglierete questa durezza di cuore adesso, la porterete anche nei cieli. Mi porto da questo weekend la parola DONARSI, è una parola di responsabilità perché devo viverla, essere concreta, ricordandomi come ho detto prima che ho una comunità dove posso condividere, accogliere, abbracciare… è una famiglia, partendo dal mio parroco, sono a mia disposizione con tanta fiducia nel Signore. Grazie infinite all’equipe, alla nostra presidente Elide Panico e soprattutto a Dio Padre nostro». Vittoria (Nostra Signora di Fatima – Talsano)

Un grazie speciale va agli educatori presenti con i quali abbiamo vissuto due giorni ricchi di stimoli, preghiera e fraternità e che ci hanno lasciato la consapevolezza che “educare” è un’arte che richiede cura, pazienza e cuore. Un ulteriore grazie va a Don Francesco Maranò, vicario episcopale per la Pastorale di settore e assistente diocesano del Settore Giovani di AC, che ci ha guidati con cura nella preghiera e nelle riflessioni spirituali. È con questo bagaglio di esperienze, lo sguardo rivolto ai ragazzi e le mani pronte a tracciare nuovi percorsi, che la comunità educativa riparte con entusiasmo per l’inizio di questo nuovo anno associativo.

Weekend Formativo educatori ACR 2025

a cura di Adriana Parisi e Michele Vitale, consiglieri diocesani ACR

Si è svolto, il 13 e 14 settembre, presso il Villaggio del Fanciullo in Martina Franca (TA) il weekend formativo, diocesano, per educatori ACR.

La tecnologia fa progressi continui, ma «come sarebbe bello se alla crescita delle innovazioni scientifiche e tecnologiche corrispondesse anche una sempre maggiore equità e inclusione sociale! Come sarebbe bello se, mentre scopriamo nuovi pianeti lontani, riscoprissimo i bisogni del fratello e della sorella che mi orbitano attorno!»
(Francesco, Fratelli tutti)

È proprio dall’esortazione di Papa Francesco in Fratelli Tutti, che come Azione Cattolica abbiamo da sempre valorizzato ed abbracciato, rispettando la diversità di ognuno, che nasce l’iniziativa annuale del cammino Acr 2025/26: “C’è spazio per te”.
Una piccola frase che racchiude un universo di opportunità: c’è spazio per te nel mio cuore, c’è spazio per te nella mia vita perché possa conoscerti, c’è spazio per te tutte le volte che vorrai sentirti a “casa”, c’è spazio per te perché sei mio fratello.
Mettendo al centro questo splendido messaggio, come equipe Acr abbiamo pensato e realizzato un weekend formativo che potesse essere un modo per cominciare un nuovo anno associativo al servizio dei bambini e dei ragazzi, partendo dalla cura della “comunità educante”: adulti, giovani e giovanissimi al servizio dei più piccoli.
Nell’anno in cui la categoria che vivremo è la compagnia (introduzione al Mistero della Chiesa), abbiamo fortemente voluto vivere intensamente ventiquattro ore all’insegna della preghiera, della formazione ed introspezione, della convivialità e in ultimo, non per importanza, del gioco. Nel nostro cammino di formazione come educatori di Azione Cattolica, ogni cosa ha il suo posto di rilievo.
Nel pomeriggio di sabato, confrontandosi con il progetto formativo (strumento fondamentale per il percorso di catechesi dei ragazzi), attraverso dei laboratori creativi, ogni sottogruppo ha potuto realizzare il proprio “Educatore ideale”. Le quattro sagome sono state il risultato della creatività e della riflessione comune, riconoscendo nella figura di un educatore le competenze tecniche, ma anche quelle umanitarie così tanto necessarie nel percorso di vita di tutti.
Trasportati nel fantastico mondo dell’ISS (stazione spaziale internazionale), ambientazione che ci accompagnerà quest’anno, “navette di educatori” si sono cimentati in “missioni” (giochi) all’insegna dell’inclusione e della collaborazione.
L’inclusione ci sta particolarmente a cuore: siamo Chiesa, siamo Casa di tutti e non basta la buona volontà e l’affetto che proviamo per i ragazzi. Siamo chiamati ad accogliere con “scienza e conoscenza”, la diversità e la disabilità: abbiamo bisogno anche di strumenti concreti e di esempi da replicare nei nostri incontri, perché ognuno possa sentirsi al suo posto. “Nessuno escluso”, diventa inclusione quando le capacità di ognuno si fondono e producono un risultato unico. Progetto ambizioso , ma realizzabile.


In questa formazione specifica, domenica mattina, ci ha aiutato la Dott.ssa Saracino Sandra (Psicologa Tecnico ABA Analista del Comportamento ABAIT) nostra ospite, che con il suo intervento semplice ed esplicativo, ci ha permesso di comprendere che tali tecniche sono utili per tutti, sottolineando che il rispetto dei tempi del bambino in una specie di “allenamento”, favorisce la sua crescita ed il suo adattamento alle regole sociali, permettendogli di migliorare la qualità di vita, ma anche di essere accolto e compreso nella sua diversità. Fondamentale, già nel nostro DNA di associati, il ruolo del gruppo.
Lasciando spazio a domande aperte, al vissuto degli educatori ed i loro racconti, ha poi suggerito strategie ed esempi concreti da applicare: il nostro obiettivo di offrire un percorso formativo alla diversità è cominciato da qui. Seguiranno nuove opportunità.
Ed è così che anche la domanda di vita dei ragazzi di quest’anno “ Mi fai vedere?”, è stata vissuta da noi educatori con questo intervento professionale ma profondamente umano .
Fidarsi, condividere e generare: forse in poche ore, siamo riusciti a “sfiorare vivendoli” i verbi cardini di questo triennio. Ringraziamo i partecipanti per essersi fidati accogliendo l’invito, condividendo il proprio vissuto e le proprie competenze e che tutto ciò diventi generativo per il bene di tutti .
C’è spazio per te… L’ACR ha spazio per TUTTI !
Vi aspettiamo ..a presto…molto presto!

Di seguito le slide della presentazione fatta dalla dottoressa Sandra Saracino, psicologa.

Tutti sul set! – Festa del Ciao diocesana

a cura di Serena Sabato e Michele Vitale, educatori parrocchia San Vito (TA)

Domenica 3 novembre, l’Azione Cattolica dei Ragazzi, dell’Arcidiocesi di Taranto ha vissuto la Festa del Ciao diocesana nel quartiere di S. Vito.

La comunità locale ha accolto con entusiasmo gli amici intervenuti da tutta la diocesi sul litorale di Viale del Tramonto assolato e ventoso.

Partendo dalla provocazione che Gesù fa a Pietro nell’icona biblica annuale, “Prendi il largo”, ascoltata e interpretata dagli acierrini della parrocchia di S. Marco Evangelista di Torricella, i ragazzi hanno incontrato diverse realtà locali che hanno scelto di prendere il largo attraverso diverse forme di volontariato : ANF, Anspi oratorio S. Vito – TA, ProLoco S. Vito, Fondazione dal Mare, LIFC Puglia ODV, ASD Salty Skin Taranto.

Gli operatori delle associazioni, dopo essersi raccontati e aver mostrato le attività che svolgono, hanno guidato – con l’aiuto degli educatori – i ragazzi in attività ludico-creative che hanno dato vita alla scenografia di un set cinematografico fatto di speranza (l’ancora con le conchiglie dei 6/8), fede ( i pesci realizzati dai 9/11) , e carità ( la rete fatta di nodi dei 12/14) dove ognuno può trovare il suo posto privilegiato, “la sua parte” …sulla barca del Signore!

Insieme poi, con una breve processione, si sono recati in chiesa dove l’Arcivescovo, S. E. Rev. Mons. Ciro Miniero – accompagnato dal suo segretario, nonché assistente dell’ACR, don Luciano Matichecchia – ha celebrato la S. Messa e ha invitato tutti i presenti a fare rete tessendo amicizie e restando connessi, “annodati” gli uni a gli altri proprio come ci indica il Vangelo della XXXII settimana: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Al termine i ragazzi, rappresentati dal delegato dell’EDR di S. Vito, hanno donato a Sua Eccellenza un piccolo marinaio, opera di un’artista locale, quale simbolo di colui che sceglie quotidianamente di prendere il largo con coraggio e passione avendo cura della barca-chiesa.

Al termine della celebrazione l’arcivescovo ha benedetto il campo di basket parrocchiale ristrutturato con l’aiuto di tanti fedeli e amici.

La S. Messa, animata da una rappresentanza del coro vicariale e la presenza di tanti festosi ragazzi, dei loro genitori ed educatori che hanno gremito la chiesa ha offerto linfa spirituale all’AC locale e a tutta la comunità di S.Vito che si è adoperata con dedizione e gioia per la realizzazione di una festa che fosse segno di amicizia e sinodalità : “profumo di Gesù” come ha detto qualcuno!!

Inoltre ringraziamo gli stessi che hanno donato tantissimi viveri alla Caritas parrocchiale che vive un tempo di difficoltà.

Quest’apertura dell’anno ci dona speranza di frutti proficui: buona la prima!!

E ora….tutti sul set quindi, si va in scena!!

“RISERVA IN FIERA” Festa degli Incontri diocesana dell’ACR

a cura di Maria Rosaria Petrosillo, responsabile diocesana ACR

Sabato 1° giugno si è svolta la Festa degli Incontri diocesana presso il santuario rupestre della Madonna delle Grazie di San Marzano in San Giuseppe, nella quale oltre ad essere presenti i bambini e i ragazzi dell’Azione Cattolica dei Ragazzi con i loro educatori, hanno partecipato anche i loro genitori.
La festa, dal titolo “Riserva in fiera”, ha voluto evidenziare quanto sia importante prendersi cura dell’ambiente che ci circonda, attraverso giochi e laboratori in cui i bambini e i ragazzi si sonoci mentati. Tutti i partecipanti hanno sperimentato la bellezza di abitare in un mondo in cui loro non
sono semplici osservatori, ma promotori e testimoni nell’assumersi la responsabilità di proteggere la grande “casa comune” la nostra amata terra.
La “Festa degli Incontri” è la conclusione di un percorso fatto durante il mese degli incontri in cui i bambini e i ragazzi, all’interno dei loro gruppi di appartenenza nelle varie parrocchie, hanno potuto riflettere e adoperarsi per far sì che si possano attuare cambiamenti dei propri stili di vita per il
raggiungimento del bene comune.
Questa è una delle tappe dell’iniziativa annuale che prende in considerazione la dimensione caritativo/missionaria «che aiuta a tradurre nella vita del ragazzo degli obiettivi specifici per essere “lievito” nel mondo, con una grande apertura al territorio, nella collaborazione con altre associazioni,
enti, istituzioni in esso operanti» (guida per l’educatore).
I bambini e i ragazzi hanno avuto la possibilità di poter partecipare a due laboratori, in particolare, con “Natà laboratorio riuso creativo solidale” che attraverso il riciclo di stoffe e di altri materiali ridona nuova vita creando così oggetti che possono essere rimessi nuovamente in circolazione per
evitare la “cultura dello scarto” prodotta dal consumismo frenetico; come ci dice Papa Francesco nella sua enciclica sulla cura della casa comune “Laudato si” e coltivare, in tal senso, un’ecologia culturale.
L’altro laboratorio ha visto la partecipazione di “BioApicoltura Ohana” che ha sensibilizzato i presenti a adottare pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente che vedono protagonista le api, le quali sono fondamentali per l’ecosistema del nostro pianeta e senza di loro non potremmo avere, ad
esempio, alcuni frutti e verdure.
Ringraziamo queste due associazioni per la passione e la dedizione che trapela dal loro operato sempre volto alla salvaguardia dell’ambiente.

Inoltre, i bambini e i ragazzi attraverso dei giochi, hanno potuto constatare l’importanza dell’impegno a fare la raccolta differenziata dividendo la carta dalla plastica, e a diventare delle apette che in maniera divertente impollinano un fiore.

Non è mancata la preghiera iniziale tenuta dal nostro assistente don Luciano Matichecchia nella quale i presenti hanno ricevuto il mandato missionario con una speciale benedizione.
Dopo il momento di preghiera abbiamo avuto l’onore di avere con noi la dott.ssa Marisa Margherita esperta del luogo, la quale ha raccontato la storia della chiesa e fatto conoscere la lingua arbereshe ossia l’albanese antico, parlato ancora dalle persone anziane di San Marzano.
Ovviamente la festa è stata colorita dall’inno e da altre canzoni che hanno coinvolto piccoli e grandi in balli divertenti e gioiosi.
Una menzione particolare anche al Sindaco di San Marzano Francesco Leo, che è venuto a trovarci, e a tutta la sua giunta che ringraziamo per la loro totale disponibilità e per l’attenzione verso l’associazione tutta.

Un ringraziamento particolare va a tutta l’equipe diocesana e a tutti gli educatori che hanno permesso la buona riuscita della festa, sempre attenti ai bisogni dei più piccoli di cui si prendono costantemente cura.
Ci piace concludere con alcune frasi di Papa Francesco prese dall’enciclica “Laudato si” quando parla di San Francesco d’Assisi e dice: «…San Francesco ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: “difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore” (Sap 13,5)».

A braccia aperte, incontro nazionale con Papa Francesco

Carissimi AmiCi,

il 25 aprile sembrava una data lontana ed invece manca pochissimo all’incontro nazionale, “A braccia aperte”, con Papa Francesco…

Il 25 ci ritroveremo in piazza S. Pietro! Sarà un bellissimo momento di festa, per tutti: ragazzi, giovani, adulti di Ac e non solo per continuare a costruire la Chiesa che sogniamo!
​Chi ha partecipato a questi momenti sa bene quanto facciano bene e quanto rilancino l’entusiasmo, restando impressi nella mente e nel cuore.

NOTE TECNICHE – ARCIDIOCESI DI TARANTO

Come già comunicato ai vostri responsabili parrocchiali, come centro diocesano abbiamo prenotato un pullman che partirà da Taranto.

Il costo è di 65 euro (67 per i non tesserati di AC), comprende viaggio A/R, il pagamento del checkpoint per l’ingresso a Roma (con scarico e carico partecipanti presso Terminal Gianicolo) e il Kit del partecipante (zainetto, cappellino, PASS, laccetto e bandana).

Per la prenotazione potete contattare Mariangela Di Geronimo al 3286715714.

Comunicazione per i referenti dei pullman parrocchiali e gruppi autonomi

I kit dovranno essere pagati entro e non oltre il 10 marzo a mezzo bonifico bancario all’IBAN IT05K0538715801000043056329 intestato a: Azione Cattolica Italiana Presidenza Diocesana – Causale: pagamento (numero) kit, specificando la parrocchia richiedente.

Ogni parrocchia dovrà provvedere autonomamente al pagamento della quota assicurativa per i non soci (2 euro).

Al seguente indirizzo la procedura per l’assicurazione dei non soci, https://assicuraci.it/non-soci/

Per qualsiasi dubbio o chiarimento contattate Mariangela (3286715714)

Entro il 20 aprile tutti i referenti parrocchiali dovranno provvedere ad inviare l’elenco dei partecipanti alla referente diocesana.

VOLONTARI: Affinché la giornata si svolga nel migliore dei modi, dal CENTRO NAZIONALE chiedono la nostra collaborazione. C’è bisogno di volontari! Le mansioni principali previste saranno:
• l’assistenza e l’accoglienza dei partecipanti nelle aree previste per l’arrivo e la partenza;
• l’accoglienza e l’assistenza in piazza San Pietro
• il servizio ai punti informazione;
• l’assistenza durante le attività ed ogni altra necessità del momento.
I volontari possono essere giovani o adulti, ma non sono ammessi minorenni.
Coloro che si renderanno disponibili, dovranno essere a Roma dal 24 aprile 2024, non oltre le 12:00 per un momento di sopralluogo, formazione e preparazione alle mansioni sopra indicate.
Ai volontari verrà offerto dal Centro nazionale il vitto e l’alloggio per la notte tra il 24 e il 25 aprile, ma dovranno provvedere autonomamente alle spese di viaggio.Scadenza iscrizioni 15 marzo 2024.

«Voi laici di Azione Cattolica potete aiutare la Chiesa tutta e la società a ripensare insieme quale tipo di umanità vogliamo essere, quale terra vogliamo abitare, quale mondo vogliamo costruire. Anche voi siete chiamati a portare un contributo originale alla realizzazione di una nuova “ecologia integrale”: con le vostre competenze, la vostra passione, la vostra responsabilità». Le parole di papa Francesco riscaldano i cuori, generano passioni, stimolano impegni.

Ci vediamo tutti a Roma… 😉

ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DIOCESANO DI AZIONE CATTOLICA

E’ stato eletto, domenica 18 febbraio, il nuovo consiglio diocesano dell’Azione Cattolica per il triennio 2024-2027.

Il neo consiglio eletto risulta così composto, per il Settore Adulti:

Panarelli Daniele con voti 80;

Cristiano Letizia con voti 73;

Iavernaro Vita con voti 47;

Miola Angela con voti 46;

Labalestra Guglielmo con voti 42.

Per il Settore Giovani:

Spezio Cosimo con voti 87;

Panarelli Sara Maria con voti 57;

La Gioia Elio Simone con voti 43;

D’Ambrosio Rosanna con voti 39;

Angelillo Daniela con voti 38.

Per l’articolazione (ACR):

Zani Tecla con voti 71;

Petrosillo Maria Rosaria con voti 43;

Vitale Michele con voti 38;

Del Vento Claudia con voti 27;

Parisi Adriana con voti 13;

L’elezione è stata la parte finale dell’intensa giornata che è iniziata con la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’arcivescovo S.E.R. Mons. Ciro Miniero.

L’arcivescovo durante l’omelia ci ha spronati ad essere dei buoni e credibili testimoni del Vangelo in tutti gli ambienti della nostra vita e ci ha ricordato che l’Azione Cattolica ha un particolare segreto affinchè questo si possa realizzare: “fare associazione, fare comunità voi non vi scegliete all’interno di una parrocchia, in un’associazione, non vi scegliete ognuno risponde poi vi ritrovate, vi ritrovate per poter essere testimoni. Ma testimoni come? Attraverso il vostro vivere insieme, attraverso una ricerca del bene che fate insieme, attraverso lo sforzo di guardare sempre in avanti nella prospettiva che il Signore ci chiede, di costruire il bene perché le generazioni possano sperimentare il bene che è Gesù Cristo e questo amore diventa la forza del vostro vivere come persone che aderiscono ad un progetto. Un progetto di chiesa, un progetto di amore, un progetto di comunità che rende nuovo, attraverso l’impegno e la testimonianza ,il mondo in cui si vive. Il Signore dia a tutti la forza per poter camminare sempre in questa dimensione e non fermarci mai in tutti i momenti della vita nella ricerca del bene per tutti e nella ricerca del costruire il bene attraverso l’impegno di ciascuno”.

Al termine della celebrazione è avvenuta la consegna, ufficiale, delle nomine ai presidenti parrocchiali da parte dell’arcivescovo.

La mattinata è proseguita con gli interventi e saluti dei delegati del consiglio nazionale, Diego Grando e regionale, Mimmo De Palo; con le relazioni finali della presidente diocesana, Letizia Cristiano, dei vicepresidenti del Settore Adulti, Antonella Caputo e Pasquale Massafra, del vicepresidente del Settore Giovani, Guglielmo Labalestra, del segretario MSAC, Simone La Gioia, della Responsabile e vice dell’ACR, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo che hanno, successivamente, presentato all’assemblea la nuova EDR, l’Equipe Diocesana dei Ragazzi.

I ragazzi hanno dato lettura del documento, risultato delle riflessioni avvenute nei consigli parrocchiali dei “piccoli”.

Il lavoro è partito dalla parole di Papa Francesco all’AC: “Voi laici di AC siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria”, i piccoli soci si sono interrogati su come poter essere dei ragazzi missionari e a quale missione sono stati chiamati. Confrontandosi hanno trovato dei punti in comune: “i ragazzi missionari scelgono di testimoniare Gesù in tutti gli ambienti di vita”e i luoghie più urgenti della missione sono risultati le proprie case, la scuola e la palestra, il luogo dove fanno sport.

Terminate le presentazioni e le relazioni si è proseguito con la presentazione dei candidati e l’apertuare dei seggi elettorali.

I lavori assembleari sono proseguiti, nel pomeriggio, sotto la presidenza di Remo Pezzuto, referente provinciale di Libera Taranto e la segretaria dell’assemblea, Gabrella Iavernaro, con la discussione degli emendamenti, proposti dalle parrocchie, al documento assembleare. Il documento finale, approvato, diventa la linea guida programmatica per il triennio appena iniziato.

Alla chiusura dei seggi, la commissione elettorale con i membri dei seggi, iniziato con lo spoglio e il conteggio dei voti. Nel tardo promeriggio i risultati con la proclamazione degli eletti.

Grazie a chi ha lavorato in questi anni per rendere sempre più bella l’AC e auguri di buon cammino al nuovo consiglio diocesano.

Mariangela Di Geronimo

La Pace in Testa – Festa della Pace diocesana 2024

a cura dell’Equipe diocesana dell’ACR

“La Pace in Testa”, il titolo scelto per il Mese della Pace di quest’anno, secondo lo stile che contraddistingue questa proposta, non costituisce solo uno slogan che accompagna i nostri percorsi per un tratto di strada. Esso esprime da un lato il desiderio profondo e dall’altro un deciso impegno che ragazzi, giovani e adulti di AC prendono nel proprio percorso di laici impegnati dentro le comunità che abitano.

Mettere la pace in testa significa ribadire il primato della pace. Siamo chiamati a mettere la pace al primo posto, in cima a tutto.

Come ha ricordato il Card. Zuppi, aprendo i lavori della 78° Assemblea Generale Straordinaria della CEI lo scorso novembre, la pace ha il primato nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. Non è solo l’urgenza del momento ad imporci tale primato, ma la natura stessa della Chiesa. Siamo il popolo a cui Gesù affida la pace (“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo” Gv, 14,27).

Per questo avere la pace in testa significa pensare incessantemente ad essa, pregare senza sosta, offrire per essa il nostro digiuno e la nostra penitenza, insomma spendersi per essa con dedizione totale.

Animati da questo desiderio, nell’ultimo week end (27 e 28) di gennaio abbiamo vissuto due intense giornate dove la parola PACE ha risuonato forte.

Sabato sera, a Martina Franca, giovani, adulti ma anche tante famiglie con bambini hanno partecipato ad una fiaccolata silenziosa che è terminata con un momento di preghiera, presieduto dall’Assistente del Settore Adulti, Don Giovanni Agrusta e dall’Assitente Unitario Don Carmine Agresta presso la Basilica Minore di San Martino.

E’ stata scelta la Basilica in quanto, dal 2000, è Monumento Messaggero di una Cultura di Pace dell’UNESCO.

Ringraziamo le associazioni parrocchiali della vicaria di Martina Franca che si sono rese da subito disponibili ad accogliere questo momento diocesano nella propria cittadina, al sindaco Gianfranco Palmisano che ha marciato e pregato con noi e alle tante associazioni presenti in basilica con le bandiere della pace.

Dopo la fiaccolata e preghiera silenziosa di sabato sera ci siamo ritrovati domenica mattina in 600 tra ragazzi , giovani e adulti che, marciando, tra le strade della città ancora addormentata, hanno raggiunto il Parco Archeologico delle Mura Greche.

In piazza Fellini ( adiacente il parco ) i ragazzi hanno discusso sui diritti fondamentali dei bambini aiutati dall’Unicef comitato provinciale di Taranto e dalle associazioni di volontariato Autisticamente, La Casa di Sofia , Ohana e Natà Laboratorio di riuso creativo.

Non è mancato il gioco, i gemellaggi, i canti e la gioia. Soprattutto non è mancata la preghiera e la richiesta incessante di pace tra i popoli e lo stop di tutte le guerre.

Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovanissimi. Circa 40 i giovanissimi provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, che hanno avuto modo di confrontarsi e riflettere insieme su quelle situazioni in cui, l’esercizio del diritto ad esprimere la propria opinione, non genera situazioni di pace ma, al contrario, puó addirittura finire col porre in essere comportamenti costitutivi di reato.
Partendo da alcuni fatti di cronaca del quotidiano e da post estratti dai social network, i ragazzi, suddivisi in gruppi, si sono confrontati sui temi del bullismo, Cyberbullismo, shitstorm e body shaming.
Hanno condiviso le loro opinioni sui temi indicati e, con grande coraggio, hanno raccontato le esperienze vissute direttamente sulla propria pelle e indirettamente, attraverso amici e/o conoscenti.
Il momento è stato anche arricchito dal prezioso contributo offerto dal vice presidente della sezione Unicef di Taranto, Bruno Fasano, che ha partecipato attivamente ai lavori di gruppo ed ha poi presentato i progetti che l’Unicef da anni porta avanti proprio su questi temi.
L’esperienza, seppur breve per via dei tempi organizzativi, ha mostrato come la generazione Z della nostra Ac diocesana, non perda occasione per mettersi in gioco dinanzi alle sfide del quotidiano.

Don Luciano Matichecchia, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo (Assistente diocesano, Responsabile e Vice Responsabile ACR diocesani ) ringraziano di cuore la comunità di S. Teresa, Mons. Paolo Oliva , l’AC parrocchiale e il gruppo Scout Taranto 4 per la meravigliosa accoglienza e il fondamentale supporto, l’AC parrocchiale della Concattedrale per la disponibiltà degli ambienti, ringraziano inoltre la Presidenza Diocesana , il Comune di Taranto, Kyma Ambiente per la pulizia straordinaria della piazza, il comando della polizia locale, la Protezione Civile e la Croce Rossa perché tutto si è svolto in totale sicurezza.

L’Equipe diocesana dell’ACR

#POV – Tutto è Meraviglia! Festa del Ciao diocesana

A cura dei Ragazzi dell’ACR

Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica diocesana: #POV (Point Of View), dal punto di vista dei ragazzi.

Il 29 ottobre per noi ragazzi e bambini dell’ACR è stato un momento divertente, abbiamo vissuto la Festa del Ciao presso il Seminario a Paolo VI.

All’evento hanno partecipato molte parrocchie della diocesi di Taranto.

Ci sono state molte attività e momenti indimenticabili.

E’ stato con noi il Vescovo, Mons. Ciro Miniero, che ha donato un ricordo a tutte le parrocchie presenti: una casetta con dei semi da piantare.

Quest’anno il tema è la natura e il rispetto dell’ambiente, lo slogan è : “Questa è casa tua”.

Durante la festa abbiamo fatto giochi e balli. L’attività principale per noi più grandi è stata quella di portare una foto che rappresentava una bellezza del proprio paese e spiegarla. Dovevamo dire come possiamo prenderci cura del nostro territorio. Ogni foto è stata attaccata ad un grande cartellone.

Questo momento è stato molto importante per noi ragazzi perchè ci ha permesso di conoscere altri giovani che come noi appartengono all’ACR di altre parrocchie.

Gaia Diana, Gaia Fiore e Francesco Fischetti

Parrocchia Sacro Cuore – Statte

Tocca a Te! – Incontro formativo per educatori e responsabili associativi

a cura di Rosella Tegas, consigliera diocesana

Si è svolto in data 30 settembre il primo degli incontri organizzato dall’equipe diocesana Acr, che ha sancito l’inizio del nuovo anno associativo.

Protagonisti questa volta però non sono stati i più piccoli, ma i loro educatori e responsabili, chiamati a vivere un breve pomeriggio di meditazione e riflessione personale, nella splendida cornice di San Michele in Triglie, perla naturale nascosta tra i comuni di Statte e Crispiano.

Questa è casa Tua! Eccolo il tema dell’anno della sequela, che ci spinge a cercare la radice del nostro essere cristiani, riscoprendo l’incontro con Gesù che cambia la vita, anche attraverso il confronto con le persone.

Irrompente è la domanda di fondo “Tocca a me?” che chiama educatori e ragazzi a mettersi in gioco, ad assumersi responsabilità, ad essere promotori di accoglienza, a raccontare quel che sembra importante condividere, a riscoprirsi fragili, a lasciarsi toccare il cuore da Dio.

Proprio a partire da questa domanda, accompagnati dalla lettura del brano del Vangelo dei discepoli di Emmaus e dalla riflessione fatta dall’assistente Don Luciano Matichecchia, più di ottanta tra responsabili, educatori e collaboratori Acr provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, hanno accolto l’invito loro rivolto da tutta l’equipe diocesana.

Il percorso di meditazione proposto è stato articolato in tre step: la cura di sé, la cura degli altri, la cura del creato, quest’ultimo inteso in senso più ampio, ovvero anche come insieme di luoghi abitati nel quotidiano.

E così, nel paesaggio di impareggiabile bellezza della gravina di Triglie, partendo dalla cappella dedicata a S. Michele e passeggiando tra le pozzelle dell’Acquedotto romano del Triglio e la cripta di San Giuliano, i partecipanti all’evento, hanno scavato in profondità nella propria fede, facendo memoria del giorno del loro primo incontro con Cristo, per potersi interrogare su quanto la propria vita quotidiana sia ancora aderente a Lui, e quanto il servizio prestato sia autentico e ricco di gesti concreti di cura e di attenzione verso gli altri e verso i luoghi da loro abitati.

Qualcuno ha scelto di vivere un momento di riflessione individuale, altri hanno optato per il confronto a coppia, altri ancora per la condivisione di gruppo.

Durante la riflessione, agli educatori è stato anche richiesto di aver cura della riserva naturale e del luogo di ospitalità, e così ciascuno, armato di guanti e sacchi, ha provveduto a raccogliere i rifiuti incontrati durante il cammino.

Al termine del momento di riflessione, a ciascuna parrocchia è stato chiesto di identificare e condividere un attuale bisogno delle loro realtà, e di assumersi un impegno concreto nei confronti dei luoghi abitati e dei ragazzi loro affidati.

Bisogni ed impegni sono stati raccolti su dei cartelloni, divenendo così elementi preziosi da cui partire nella definizione degli obiettivi e risultati del nuovo anno associativo che ci vede tutti impegnati nell’importante tappa del rinnovo dei consigli parrocchiali e diocesano. Di seguito i bisogni emersi:

– incontri di formazione “brevi”

– Testimonianze forti che rendano viva la Parola di Dio.

– incontri specifici per parlare di adesione ai ragazzi e ai bambini

– incontri spirituali x educatori

– feste diocesane che tocchino i territori più lontani dalla città.

– una proposta per presentare il cammino dell’acr alle famiglie 

– un aiuto per organizzare i gruppi.

– maggiore vicinanza fisica.

– più incontri all’aperto.

– più presenza dell’assistente.

– maggior dialogo tra assistenti Ac e parroci.

– più dialogo tra parrocchie vicine.

– più attenzione ai vari territori parrocchiali (vicarie).

E la carta degli impegni che ne è venuta fuori:

– ci impegniamo a portare il nostro entusiasmo in parrocchia

– ci impegniamo ad una maggiore partecipazione agli appuntamenti diocesani

– ci impegniamo a realizzare incontri x educatori in parrocchia che siano formativi e di confronto, non solo organizzativi.

– ci impegniamo ad “essere faro” con i nostri percorsi formativi

– ci impegniamo all’inclusione (che nessuno sia escluso nelle nostre proposte).

– ci impegniamo all’ascolto fraterno

– ci impegniamo ad essere ponte tra la parrocchia e la diocesi e viceversa.

– ci impegniamo ad essere ospitali

Ed allora non resta che dire “Tocca a noi” cimentarci in questa nuova avventura, fatta di difficoltà e necessità, ma anche di bellezze che costituiscono dono per tutti, a misura di ciascuno!

Buon inizio di anno associativo!

SCENDIAMO IN CAMPO! – La festa degli Incontri diocesana dell’ACR

a cura di Mariangela Di Geronimo (vice responsabile diocesano ACR)

diocesano

Non una parrocchia ma un campo e la palestra di una scuola sono stati il luogo d’incontro dei giovani atleti che, sabato 29 aprile, a Crispiano, sono scesi in campo, proprio come i protagonisti della storia dell’iniziativa annuale di quest’anno, per un momento di festa, gioco, preghiera ma soprattutto un momento d’incontro e confronto.

“Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane”. (1 Cor 10, 15-17)

E’ iniziata con questi scritti di San Paolo la Festa degli Incontri diocesana, attraverso un momento di preghiera curato dall’Assistente ACR Don Luciano Matichecchia.

Dalle parole siamo poi passati alle immagini vive. Partendo dai chicchi delle spighe di grano, simbolo di unione, con un po’ di sacrificio, diventate successivamente, essi sono diventati farina, che, aiutati dall’acqua, si sono amalgamati e diventati un unico pane, che tutti abbiamo “gustato”.

Proprio come gli ingredienti, i ragazzi si sono dapprima separati per poi ricongiungersi ed incontrarsi con gli amici di altre parrocchie, per condividere una gustosa merenda e per giocare sfidandosi in staffette.

Abbiamo colto l’occasione della festa per consegnare ufficialmente, con due grossi assegni simbolici, le offerte raccolte durante il mese della pace, A ricevergli i rappresentati delle due associazioni capofile dei progetti, “La casa di Sofia” e “Mister Sorriso”, che hanno ringraziato i presenti per l’impegno messoci.

Prima dei saluti e della preghiera finale, ci hanno raggiunti con il loro allenatore cinque giovanissimi campioni locali di nuoto, ex accierrini. Loro ci hanno offerto una bella e sincera testimonianza di amicizia, sport, impegno e sacrificio. Tante le domande, soprattutto dai più piccoli, alle quali hanno risposto con entusiasmo.

Al termine dell’evento, come ogni competizione che si rispetti, tutti i partecipanti sono stati insigniti di una medaglia.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno affiancato e si sono adoperati per la riuscita della festa: i gruppi di Azione Cattolica delle tre parrocchie di Crispiano, San Francesco d’Assisi, Santa Maria Goretti e Santa Maria della Neve, la direzione scolastica della scuola Giovanni XXIII, l’amministrazione ed i tecnici comunali, la protezione civile.

In particolare un ringraziamento ai Giovanissimi, con i loro animatori, che si sono occupati del momento di animazione e divertimento per i loro coetanei, nonché a tutti gli educatori ed “accompagnatori” che continuano a credere nell’AC e nel cammino di formazione.

Grazie a Maria Rosaria Petrosillo e Daniele Panarelli per la parte tecnica e perchè sono sempre disponibili a darci una mano. Infine un grazie enorme ai ragazzi che ogni volta, con gioia ed entusiasmo, accettano l’invito di giovani ed adulti a partecipare alle diverse iniziative proposte e soprattutto perchè senza di loro tutto questo non esisterebbe.

Infine vi riportiamo un messaggio arrivatoci a fine giornata dalle amiche de “La Casa di Sofia” :<< Grazie ancora…tutti dovrebbero sapere quello che fate..in un mondo così difficile, tutti voi educatori ci insegnate che il bene c’è e insieme si diventa una squadra che ha come unico obiettivo la felicità dell’ALTRO..>>

Ci vediamo prestissimo l’equipe ACR non va in vacanza, avrete presto notizie per un’iniziativa che si terrà a giugno e ci prepareremo per vivere l’incontro nazionale dell’ACR con Papa Francesco a Roma ad ottobre!!!!