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Ci sono anche io – Parola agli studenti

A cura di Elio Simone La Gioia – Segretario MSAC

Ci sono anche io” è lo slogan che ha guidato la riflessione, il confronto e l’incontro di studentesse e studenti in 6 città italiane nel weekend tra l’1 e il 3 Aprile.

I giovanissimi di Puglia e Basilicata si sono ritrovati a Lecce con il desiderio profondo e autentico di mettersi in ascolto l’uno dell’altro. In fondo i Campi Interregionali Per Studenti sono un po’ questo: un’esperienza di condivisione e ascolto, una possibilità per ciascuno di dire la propria, di far emergere criticità ma anche di condividere buone pratiche e proposte.

Condividere il bello e il buono che c’è nei nostri circoli e, più in generale, nella nostra associazione è una delle indicazioni che ci erano state affidate durante l’ultima assemblea nazionale. Ma c’è di più, il MSAC permette a tutti di raccontare e far conoscere la propria esperienza tra i banchi di scuola.

In sei punti diversi del nostro Paese studentesse e studenti hanno provato a rallentare il passo per trovare parole nuove, capaci di lasciare il segno. Come msacchini, studenti, giovanissimi abbiamo bisogno di un ascolto profondo e autentico per scegliere le parole giuste e per preparare la nostra voce a rompere il silenzio nel modo opportuno.

Abbiamo toccato con mano quanto la nostra voce conta, ci siamo resi conto che la nostra voce è in grado di fare qualcosa di più importante che alzare la voce: quella di dare una parola di confronto, sollievo, vicinanza, a chi è solo. Abbiamo la grande opportunità di dire al mondo il nostro pensiero, farci conoscere dagli altri e ri-conoscerci, e, attraverso quel pensiero, rendere il mondo un posto più giusto, più bello, più educato, più gentile. Se siamo al mondo è solo per dare voce a chi voce non ha. Se la nostra vita deve avere un senso è quello di non tacere le ingiustizie.

Con la voce si muovono le masse, si muovono le montagne, si fa la guerra e si fa la pace (Cos’è la guerra se non la mancanza di un dialogo? E la pace cos’è se non il coraggio di guardarsi negli occhi e ricucire un dialogo?).

Torniamo a casa, nella nostra quotidianità, ricordandoci il valore che quel “Ci sono anche io” acquisisce per ciascuno di noi, per quanto le sfide di ogni giorno siano scomode, paurose, pericolose, con coraggio e impegno vogliamo esserci. Come giovani scegliamo abitare da protagonisti soprattutto queste situazioni di difficoltà, avendo a cuore i nostri compagni, il nostro gruppo giovanissimi, tutte le persone che ogni giorno incontriamo lungo il cammino.

Come studentesse e studenti scegliamo di esserci con uno stile particolare, lo stile msacchino, quello stile che dà un di più al nostro essere studenti, cristiani e cittadini. Ci stanno a cuore non solo le nostre scuole, ma anche il luogo in cui viviamo e, per questo, esserci significa prendere l’iniziativa, attivarsi, mettersi in movimento senza aspettare che sia l’altro a far qualcosa. In prima persona, nel nostro piccolo, desideriamo aprire gli occhi su ciò che non va nel nostro territorio e ci interessa prendercene cura.

Da questa esperienza però portiamo in valigia anche tanta amicizia, relazioni e vite che si sono intrecciate in così poco tempo, tra laboratori, attività e preghiera insieme. Abbiamo scoperto che la somma di tanti “io” avrà come risultato uno splendido “noi”. Ci siamo resi conto che anche il compagno di classe più timido, che all’apparenza non parla mai, può essere a volte la voce più intonata di un coro.

Il nostro compito adesso è continuare ogni giorno a ripeterci con decisione quel “Ci sono anche io”, perché è solo nostra la responsabilità dell’essere presenti, sicuramente le parole, le storie e i volti di questi giorni vissuti insieme ci saranno di stimolo!

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